La pasta di pane fritta, conosciuta anche come pasta cresciuta o pizza fritta, rappresenta uno dei tesori gastronomici più amati delle sagre e delle feste di paese italiane. Questo impasto lievitato e fritto conquista grandi e piccini con la sua consistenza gonfia, asciutta e incredibilmente croccante. Tuttavia, ottenere a casa lo stesso risultato delle bancarelle delle sagre non è sempre semplice: spesso ci si ritrova con frittelle unte, poco gonfie o mollicce. Il segreto risiede in alcuni accorgimenti tecnici fondamentali che riguardano la lievitazione, la temperatura dell’olio e la tecnica di frittura. Oggi scopriremo insieme tutti i trucchi dei maestri friggitori per preparare una pasta di pane perfetta, degna delle migliori tradizioni popolari.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione dell’impasto base
In una ciotola capiente, sciogliete il lievito di birra secco nell’acqua tiepida insieme allo zucchero. Lasciate riposare per 5 minuti fino a quando vedrete formarsi una leggera schiuma in superficie: questo indica che il lievito è attivo. Aggiungete la farina setacciata e mescolate con un cucchiaio di legno. Unite il sale solo alla fine, mai a contatto diretto con il lievito perché potrebbe inibirne l’azione. L’impasto deve risultare morbido e leggermente appiccicoso, non asciutto.
2. Prima lievitazione fondamentale
Trasferite l’impasto in una ciotola leggermente unta d’olio e coprite con pellicola trasparente. Lasciate lievitare in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria per almeno 90 minuti, fino al raddoppio del volume. Questo passaggio è cruciale: una lievitazione insufficiente produrrebbe frittelle piatte e compatte. La temperatura ideale è tra i 26 e i 28 gradi. In inverno, potete mettere la ciotola nel forno spento con la luce accesa.
3. Preparazione dell’olio alla temperatura perfetta
Il trucco principale per una pasta di pane gonfia e asciutta risiede nella temperatura dell’olio. Versate l’olio di semi di arachide in una pentola alta e capiente, riempiendo per circa 10 centimetri di altezza. Scaldate l’olio fino a raggiungere esattamente 180 gradi, verificando con un termometro da cucina. Questa temperatura è fondamentale: se troppo bassa, la pasta assorbirà olio e resterà molle; se troppo alta, brucerà esternamente restando cruda all’interno.
4. Formazione e seconda lievitazione delle palline
Dopo la prima lievitazione, sgonfiate delicatamente l’impasto senza lavorarlo troppo per non eliminare completamente l’aria incorporata. Con le mani leggermente unte, prelevate porzioni di impasto delle dimensioni di una noce e formate delle palline lisce. Disponetele su un vassoio infarinato distanziate tra loro. Coprite con un canovaccio umido e lasciate riposare per altri 20 minuti. Questa seconda lievitazione breve permette all’impasto di rilassarsi e favorisce il rigonfiamento durante la frittura.
5. Tecnica di frittura professionale
Immergete delicatamente le palline di pasta nell’olio caldo, poche alla volta per non abbassare la temperatura. Questo è il momento magico: vedrete le palline gonfiarsi rapidamente come palloncini. Con una schiumarola, giratele continuamente e pressatele leggermente sotto la superficie dell’olio per favorire una cottura uniforme e un rigonfiamento ottimale. Friggete per circa 3-4 minuti, fino a quando saranno dorate uniformemente.
6. Scolatura e asciugatura corretta
Sollevate le frittelle con la schiumarola e lasciatele sgocciolare qualche secondo sopra la pentola. Trasferitele immediatamente su un vassoio rivestito con abbondante carta assorbente da cucina. Non sovrapponetele ma disponetele in un unico strato. Tamponatele delicatamente con altra carta per eliminare l’olio in eccesso. Questo passaggio garantisce la croccantezza esterna tanto desiderata.
7. Condimento e servizio immediato
La pasta di pane fritta va servita caldissima, appena fritta. Potete cospargerla con zucchero semolato per una versione dolce, oppure con sale grosso per una variante salata. Alcune tradizioni prevedono l’aggiunta di cannella o la farcitura con nutella, ricotta dolce o salumi e formaggi. Ricordate che il segreto della croccantezza è servirle immediatamente: anche dopo 10 minuti perdono parte della loro consistenza ideale.
Il trucco dello chef
Il vero segreto dei friggitori professionisti è mantenere costante la temperatura dell’olio a 180 gradi durante tutta la frittura. Friggete poche palline alla volta e attendete che l’olio ritorni alla temperatura corretta prima di immergere il lotto successivo. Un altro trucco fondamentale è pressare delicatamente le frittelle sotto la superficie dell’olio con la schiumarola durante la cottura: questo movimento favorisce la formazione della camera d’aria interna che le rende gonfie e leggere. Non dimenticate mai la doppia lievitazione: sembra un passaggio superfluo ma fa la differenza tra una pasta mediocre e una eccezionale come quella delle sagre.
Abbinamenti perfetti per ogni momento
La pasta di pane fritta nella versione dolce si accompagna magnificamente con un Moscato d’Asti dolce e frizzante, che contrasta la grassezza della frittura con la sua freschezza aromatica. Per chi preferisce bevande analcoliche, una limonata artigianale o un chinotto ben freddo rappresentano scelte eccellenti. Nella versione salata, soprattutto se farcita con salumi, un Lambrusco leggermente frizzante o una birra artigianale chiara completano perfettamente l’esperienza gustativa. Durante le sagre tradizionali, queste frittelle vengono spesso accompagnate da vino novello o sangria nelle versioni più festive.
Informazione in più
La pasta di pane fritta affonda le sue radici nella tradizione contadina italiana, quando il pane veniva preparato settimanalmente e piccole porzioni di impasto venivano fritte come merenda per i bambini o come antipasto festivo. Ogni regione italiana vanta la propria variante: in Campania si chiama pizza fritta ed è spesso farcita, in Emilia-Romagna prende il nome di gnocco fritto e accompagna salumi e formaggi, mentre in Toscana viene chiamata ciaccino. Le sagre di paese hanno trasformato questa preparazione casalinga in un’attrazione gastronomica irresistibile, con friggitori che lavorano ininterrottamente davanti a grandi caldaie fumanti. La tecnica di frittura è considerata una vera arte tramandata di generazione in generazione, con segreti gelosamente custoditi da ogni famiglia. Oggi questa preparazione rappresenta un simbolo della cucina popolare italiana, capace di unire semplicità degli ingredienti e complessità tecnica nell’esecuzione perfetta.



