Risotto agli asparagi: il segreto di Cannavacciuolo per mantecarlo senza burro

Risotto agli asparagi: il segreto di Cannavacciuolo per mantecarlo senza burro

Il risotto agli asparagi rappresenta uno dei piatti più emblematici della cucina primaverile italiana. Quando lo chef stellato Antonino Cannavacciuolo ha rivelato il suo segreto per mantecare questo piatto senza utilizzare burro, ha rivoluzionato l’approccio tradizionale. La tecnica proposta dal celebre cuoco campano permette di ottenere una cremosità straordinaria grazie all’uso sapiente dell’olio extravergine d’oliva e della mantecatura prolungata. Questa versione più leggera del classico risotto mantiene intatta tutta la ricchezza del piatto, valorizzando al massimo il sapore delicato degli asparagi. Il risultato è un piatto elegante, raffinato e sorprendentemente cremoso che conquisterà anche i palati più esigenti.

15

25

medio

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione degli asparagi

Lavate accuratamente gli asparagi sotto acqua corrente fredda. Eliminate la parte finale più dura del gambo, circa 2-3 centimetri. Separate le punte dai gambi tagliando a circa 5 centimetri dalla sommità. Tagliate i gambi a rondelle sottili di circa mezzo centimetro. Portate a ebollizione il brodo vegetale in una pentola capiente e mantenetelo caldo durante tutta la preparazione. Questo passaggio è fondamentale perché aggiungere brodo freddo al risotto interromperebbe la cottura uniforme del riso.

2. Cottura delle punte e preparazione della crema

Lessate le punte degli asparagi nel brodo bollente per circa 3 minuti, devono rimanere leggermente croccanti. Scolatele con una schiumarola utensile forato per prelevare alimenti dai liquidi e mettetele da parte. Prelevate circa 300 millilitri di brodo e frullatelo insieme ai gambi di asparagi crudi utilizzando un frullatore a immersione fino ad ottenere una crema liscia e vellutata. Questa crema verde brillante sarà il segreto per la mantecatura finale secondo il metodo Cannavacciuolo.

3. Preparazione del soffritto

Tritate finemente la cipolla bianca fino a ridurla in pezzetti piccolissimi. In una casseruola capiente versate 40 millilitri di olio extravergine d’oliva e fatelo scaldare a fuoco medio. Aggiungete la cipolla tritata e fatela appassire dolcemente per circa 5 minuti mescolando spesso con un cucchiaio di legno. La cipolla deve diventare trasparente ma non deve assolutamente colorarsi o bruciare, altrimenti darebbe un sapore amaro al risotto. Questo soffritto delicato costituisce la base aromatica del piatto.

4. Tostatura del riso

Versate il riso carnaroli nella casseruola con il soffritto e alzate leggermente la fiamma. Mescolate energicamente per circa 2 minuti affinché ogni chicco si ricopra di olio e cipolla. Questa operazione chiamata tostatura processo che sigilla l’esterno del chicco è essenziale per ottenere un risotto perfettamente mantecato. Il riso deve diventare leggermente traslucido ai bordi ma rimanere bianco al centro. Sentirete un leggero sfrigolio che indica che la tostatura sta avvenendo correttamente.

5. Sfumatura con il vino

Versate il vino bianco secco sul riso tostato tutto in una volta. Alzate la fiamma e mescolate continuamente finché il vino non sarà completamente evaporato. Questo passaggio richiede circa 2 minuti. La sfumatura aggiunta di liquido alcolico che evapora rapidamente dona al risotto una nota aromatica importante e aiuta a eliminare l’eccesso di amido superficiale. Non abbiate fretta in questa fase perché l’alcol deve evaporare completamente altrimenti il sapore finale risulterebbe alterato.

6. Cottura del risotto

Abbassate la fiamma a intensità media e iniziate ad aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta. Mescolate frequentemente e aspettate che il liquido sia quasi completamente assorbito prima di aggiungere il mestolo successivo. Dopo 10 minuti dall’inizio della cottura, unite le rondelle di gambi di asparagi. Continuate la cottura aggiungendo brodo gradualmente per altri 8 minuti. Il riso carnaroli richiede circa 18 minuti di cottura totale. Assaggiate un chicco per verificare la consistenza: deve essere cotto ma ancora leggermente sodo al centro, quello che chiamiamo al dente cottura che lascia il cuore del chicco leggermente consistente.

7. La mantecatura senza burro di Cannavacciuolo

Spegnete il fuoco sotto la casseruola. Aggiungete la crema di asparagi preparata in precedenza, i restanti 40 millilitri di olio extravergine d’oliva e il parmigiano reggiano grattugiato. Ora arriva il momento cruciale: mescolate vigorosamente con il cucchiaio di legno compiendo movimenti rotatori ampi e veloci per almeno 2 minuti. Questo movimento energico crea un’emulsione miscela cremosa di liquidi che normalmente non si mescolerebbero tra l’amido rilasciato dal riso, l’olio e il brodo. Inclinate leggermente la casseruola durante la mantecatura per favorire il movimento ondulatorio del risotto. Il risultato deve essere un composto cremoso e fluido che si muove come un’onda.

8. Rifinitura finale

Aggiungete le punte di asparagi precedentemente lessate mescolandole delicatamente per non romperle. Aggiustate di sale e pepe nero macinato al momento secondo il vostro gusto. Se il risotto vi sembra troppo denso, aggiungete qualche cucchiaio di brodo caldo e mescolate ancora per 30 secondi. La consistenza ideale è quella definita all’onda quando il risotto si muove fluidamente nel piatto se lo inclinate. Lasciate riposare il risotto coperto per 1 minuto prima di servirlo, questo permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Il segreto della mantecatura perfetta senza burro sta nella qualità dell’olio extravergine d’oliva: scegliete un olio delicato e fruttato, non troppo intenso, altrimenti coprirebbe il sapore degli asparagi. La temperatura è fondamentale: mantecate sempre a fuoco spento perché il calore eccessivo impedirebbe la formazione dell’emulsione cremosa. Se volete un risultato ancora più spettacolare, conservate alcune punte di asparagi crude tagliate finemente per decorare il piatto al momento di servire, aggiungeranno una nota croccante e fresca. Per un tocco professionale, potete aggiungere durante la mantecatura un cucchiaio di acqua di cottura degli asparagi ghiacciata: lo shock termico favorisce la cremosità. Ricordate che il risotto continua a cuocere anche dopo aver spento il fuoco, quindi è meglio toglierlo dalla fiamma quando è ancora leggermente più liquido del desiderato.

Abbinamento enologico

Per accompagnare questo delicato risotto agli asparagi, la scelta ideale ricade su un vino bianco fresco e aromatico. Un Vermentino di Sardegna o della Liguria rappresenta l’abbinamento perfetto grazie alle sue note floreali e alla sua freschezza che bilancia la cremosità del piatto. In alternativa, un Friulano del Collio con la sua struttura elegante e i suoi sentori vegetali si sposa magnificamente con il sapore degli asparagi. Se preferite un vino più strutturato, optate per un Gavi di Gavi che con la sua mineralità e persistenza sostiene il sapore del parmigiano. La temperatura di servizio ideale è tra 10 e 12 gradi. Evitate vini troppo aromatici o passati in legno che coprirebbero le note delicate del piatto.

Informazione in più

Il risotto agli asparagi è un piatto che celebra l’arrivo della primavera nella tradizione culinaria del nord Italia, in particolare in Veneto e Lombardia dove la coltivazione degli asparagi vanta una lunga storia. Gli asparagi di Bassano del Grappa, quelli di Cimadolmo e quelli di Cantello sono tra i più pregiati e hanno ottenuto riconoscimenti europei. La tecnica della mantecatura senza burro proposta da Cannavacciuolo rappresenta un’evoluzione moderna che risponde alle esigenze di una cucina più leggera senza rinunciare alla cremosità. Tradizionalmente, la mantecatura del risotto prevedeva l’uso generoso di burro freddo, ma questa versione con olio extravergine d’oliva risulta più digeribile e valorizza maggiormente il sapore vegetale degli asparagi. Il riso carnaroli, varietà sviluppata nel 1945, è considerato il migliore per i risotti grazie al suo chicco grande e alla capacità di assorbire liquidi mantenendo la cottura uniforme.

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