Zuppa inglese di Pellegrino Artusi: la ricetta originale con alchermes e crema pasticcera

Zuppa inglese di Pellegrino Artusi: la ricetta originale con alchermes e crema pasticcera

La zuppa inglese rappresenta uno dei dolci più iconici della tradizione culinaria italiana, un capolavoro di pasticceria che Pellegrino Artusi ha immortalato nel suo celebre manuale La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Questa preparazione, nonostante il nome che evoca l’Inghilterra, affonda le sue radici nel cuore dell’Emilia-Romagna e della Toscana, dove l’uso dell’alchermes conferisce quel caratteristico colore rosso rubino che rende il dolce immediatamente riconoscibile. La ricetta originale di Artusi prevede una struttura a strati alternati di pan di Spagna imbevuto di liquore, crema pasticcera vellutata e cioccolato, creando un’armonia di sapori che ha attraversato generazioni. Questo dessert richiede attenzione e pazienza, ma il risultato finale ripaga ampiamente l’impegno profuso in cucina.

40

25

medio

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione della crema pasticcera

Iniziate scaldando il latte in una casseruola insieme alla scorza di limone e ai semi della bacca di vaniglia, portandolo quasi a ebollizione. Nel frattempo, in una ciotola capiente, lavorate energicamente i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, montare significa incorporare aria sbattendo vigorosamente. Aggiungete la farina setacciata mescolando delicatamente per evitare grumi. Quando il latte è caldo, filtratelo per eliminare la scorza e versatelo gradualmente sul composto di uova, mescolando continuamente con la frusta. Riportate tutto nella casseruola e cuocete a fuoco medio-basso, mescolando costantemente con movimenti circolari dal fondo verso l’alto, fino a quando la crema si addensa e raggiunge la consistenza desiderata, circa 10-12 minuti. La crema deve nappar, ovvero rivestire il dorso di un cucchiaio senza colare. Trasferite in una ciotola, coprite con pellicola a contatto e lasciate raffreddare completamente.

2. Preparazione del pan di Spagna

Se non disponete di pan di Spagna già pronto, potete acquistarlo presso una buona pasticceria oppure utilizzare savoiardi di qualità come alternativa accettabile. Tagliate il pan di Spagna in fette regolari dello spessore di circa un centimetro, cercando di ottenere pezzi uniformi che faciliteranno la composizione finale del dolce. Disponete le fette su un piano di lavoro pulito, pronte per essere imbevute con i liquori.

3. Preparazione del liquido di bagna

In una ciotolina, mescolate l’alchermes con il rosolio. L’alchermes è un liquore italiano dal colore rosso intenso, aromatizzato con cannella, chiodi di garofano, cardamomo e altre spezie, mentre il rosolio è un liquore dolce tradizionale a base di alcol, zucchero e petali di rosa o altri aromi. Questa combinazione conferisce alla zuppa inglese il suo sapore caratteristico e inconfondibile. Se il rosolio risulta difficile da reperire, potete sostituirlo con un liquore dolce alla rosa o aumentare leggermente la quantità di alchermes.

4. Assemblaggio della zuppa inglese

Prendete una teglia rettangolare di medie dimensioni, preferibilmente in vetro o ceramica per una presentazione elegante. Disponete sul fondo uno strato di fette di pan di Spagna, creando una base uniforme. Con un pennello da cucina, imbevete generosamente le fette con il liquido di alchermes e rosolio, facendo attenzione a distribuire il liquore in modo omogeneo senza eccedere, per evitare che il dolce risulti troppo inzuppato. Versate sopra uno strato abbondante di crema pasticcera, livellandola con una spatola. Ripetete l’operazione creando un secondo strato: pan di Spagna, bagna alcolica e crema pasticcera.

5. Completamento con il cioccolato

Per l’ultimo strato, alternate la crema pasticcera classica con una parte di crema al cioccolato. Per prepararla, prelevate circa un terzo della crema pasticcera rimasta e incorporatevi il cacao amaro setacciato, mescolando fino ad ottenere una crema omogenea e liscia. Create delle strisce alternate di crema bianca e crema al cioccolato sulla superficie, utilizzando una tasca da pasticcere o semplicemente un cucchiaio per ottenere un effetto decorativo. Coprite la teglia con pellicola trasparente e riponete in frigorifero per almeno 4 ore, meglio se per una notte intera. Questo riposo è fondamentale perché permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente e alla struttura del dolce di stabilizzarsi.

6. Rifinitura finale

Prima di servire, potete spolverizzare la superficie con cacao amaro setacciato o decorare con scaglie di cioccolato fondente. La zuppa inglese si serve fredda, tagliata in porzioni generose che mostrino chiaramente la stratificazione interna. La consistenza deve essere morbida ma compatta, con ogni strato ben distinguibile sia visivamente che al palato.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per ottenere una crema pasticcera perfettamente liscia e priva di grumi, assicuratevi di mescolare continuamente durante la cottura e di non far bollire mai il composto. Se dovessero formarsi comunque dei grumi, passate la crema ancora calda attraverso un colino a maglia fine. Un trucco professionale consiste nell’aggiungere un cucchiaino di amido di mais alla farina per rendere la crema ancora più stabile e vellutata. Per quanto riguarda la bagna alcolica, regolatene la quantità secondo il vostro gusto personale: Artusi consigliava di non esagerare per non coprire il delicato sapore della crema pasticcera.

Abbinamenti per un dessert storico

La zuppa inglese, con la sua ricchezza di sapori e la presenza dell’alchermes speziato, si accompagna magnificamente con un Vin Santo del Chianti, il cui profilo aromatico di frutta secca e miele esalta le note speziate del liquore. Un’alternativa eccellente è rappresentata da un Passito di Pantelleria, con le sue note di albicocca e agrumi che bilanciano la dolcezza della crema. Per chi preferisce i vini frizzanti, un Moscato d’Asti offre una piacevole freschezza che contrasta elegantemente con la consistenza cremosa del dolce. Servite il vino ben freddo, a una temperatura di 8-10 gradi, in piccoli calici da dessert.

Informazione in più

La zuppa inglese vanta origini controverse che alimentano ancora oggi dibattiti tra storici della gastronomia. Secondo la versione più accreditata, il dolce nacque nel Rinascimento presso le corti estensi di Ferrara, dove i cuochi italiani tentarono di replicare il trifle inglese, adattandolo ai gusti e agli ingredienti locali. L’alchermes, liquore di origine fiorentina prodotto fin dal Medioevo dalle suore domenicane, divenne l’elemento distintivo che trasformò completamente il carattere del dessert. Pellegrino Artusi, nella prima edizione del suo manuale pubblicata nel 1891, codificò la ricetta rendendola accessibile alle famiglie borghesi dell’Italia post-unitaria. La zuppa inglese divenne rapidamente un simbolo della pasticceria casalinga italiana, presente in ogni ricorrenza familiare. Ogni regione ha sviluppato varianti locali: in Emilia-Romagna si aggiunge spesso la crema al cioccolato, mentre in Toscana si preferisce una versione più sobria con sola crema pasticcera. Il dolce rappresenta un perfetto esempio di come la cucina italiana abbia saputo reinterpretare influenze straniere creando preparazioni originali e inconfondibili.

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