Le pardulas sono dolcetti tradizionali della Sardegna che incarnano l’essenza della Pasqua isolana. Questi piccoli scrigni di pasta ripieni di ricotta e aromatizzati allo zafferano rappresentano un patrimonio gastronomico tramandato di generazione in generazione. La loro preparazione richiede pazienza e dedizione, ma il risultato finale ripaga ogni sforzo con un’esplosione di sapori autentici. Lo zafferano sardo, considerato tra i migliori al mondo, conferisce a questi dolcetti il caratteristico colore dorato e un profumo inconfondibile. La ricotta fresca si fonde con lo zucchero e le uova, creando un ripieno cremoso che contrasta perfettamente con la croccantezza della pasta. Ogni famiglia sarda custodisce gelosamente la propria versione della ricetta, con piccole variazioni che rendono ogni pardula unica. Durante il periodo pasquale, le cucine dell’isola si riempiono del profumo di questi dolcetti appena sfornati. La tradizione vuole che vengano preparati il Giovedì Santo e consumati nei giorni successivi. Preparare le pardulas significa celebrare le proprie radici e condividere con i propri cari un momento di autentica convivialità.
40
25
medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione della pasta
Iniziate setacciando la farina 00 su una spianatoia pulita, creando una fontana al centro. La fontana è quella forma a vulcano che permette di contenere gli ingredienti liquidi. Aggiungete lo strutto ammorbidito a temperatura ambiente, 30 grammi di zucchero e un pizzico di sale. Versate l’acqua tiepida gradualmente e iniziate a impastare con le mani, incorporando la farina poco alla volta. Lavorate l’impasto con energia per circa 10 minuti, fino a ottenere una consistenza liscia ed elastica. Un impasto ben lavorato garantisce una pasta friabile e croccante. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Questo riposo permette al glutine di rilassarsi, rendendo la pasta più facile da stendere.
2. Preparazione del ripieno
Mentre la pasta riposa, occupatevi del ripieno. Trasferite la ricotta di pecora in una ciotola capiente e lavoratela con una forchetta per renderla cremosa. Aggiungete 50 grammi di zucchero semolato e mescolate accuratamente. Separate gli albumi dai tuorli di 2 uova, conservando un uovo intero. Incorporate i tuorli e l’uovo intero alla ricotta, mescolando delicatamente ma con decisione. Sciogliete lo zafferano in polvere in un cucchiaio di acqua tiepida e aggiungetelo al composto. Lo zafferano è una spezia preziosa che dona colore e aroma intenso. Aggiungete la scorza di limone grattugiata, che conferisce freschezza e bilancia la dolcezza. Amalgamate tutti gli ingredienti fino a ottenere un ripieno omogeneo e profumato. Lasciate riposare in frigorifero mentre preparate i dischi di pasta.
3. Formazione delle pardulas
Riprendete la pasta dal frigorifero e stendetela con il mattarello su una superficie infarinata. Lo spessore ideale è di circa 3 millimetri, abbastanza sottile ma resistente. Con un coppapasta rotondo di circa 10 centimetri di diametro, ricavate dei dischi di pasta. Raccogliete gli scarti, impastateli nuovamente e stendeteli per ottenere altri dischi. Posizionate ogni disco nel palmo della mano e versate al centro un cucchiaio abbondante di ripieno. Non riempite eccessivamente per evitare fuoriuscite durante la cottura. Ripiegate i bordi della pasta verso l’interno, creando 4 pizzichi equidistanti che formano una sorta di cestino. Pizzicate delicatamente ma con fermezza per sigillare bene i bordi. Questa tecnica tradizionale conferisce alle pardulas la loro forma caratteristica a fiore.
4. Cottura in forno
Preriscaldate il forno a 180 gradi, modalità statica. Rivestite una teglia con carta forno e disponete le pardulas distanziate tra loro. Lo spazio tra i dolcetti permette una cottura uniforme. Spennellate delicatamente la superficie di ogni pardula con l’albume rimasto, leggermente sbattuto. Questa glassatura dona brillantezza e favorisce la doratura. Infornate per circa 25 minuti, controllando la cottura dopo 20 minuti. Le pardulas sono pronte quando la pasta risulta dorata e il ripieno leggermente gonfiato. Evitate di cuocere eccessivamente per non seccare il ripieno. Sfornate e lasciate raffreddare completamente sulla teglia. Una volta fredde, spolverizzate generosamente con zucchero a velo. Questo tocco finale conferisce dolcezza e un aspetto elegante.
Il trucco dello chef
Per ottenere pardulas ancora più saporite, utilizzate ricotta freschissima e ben scolata. L’eccesso di siero renderebbe il ripieno troppo liquido. Se non trovate lo strutto, potete sostituirlo con burro, ma il sapore tradizionale sarà leggermente diverso. Conservate le pardulas in una scatola di latta per mantenerne la fragranza fino a 5 giorni. Per un aroma ancora più intenso, aggiungete un cucchiaino di acqua di fiori d’arancio al ripieno. Se la pasta risulta troppo dura da lavorare, lasciatela a temperatura ambiente per qualche minuto prima di stenderla.
Abbinamenti perfetti per le pardulas
Le pardulas si sposano magnificamente con un vino dolce sardo come il Moscato di Cagliari o il Vernaccia di Oristano passito. La dolcezza e gli aromi fruttati di questi vini esaltano lo zafferano e la ricotta. Un caffè espresso rappresenta l’accompagnamento più tradizionale, perfetto per bilanciare la dolcezza. Per chi preferisce alternative analcoliche, un tè verde al gelsomino o una camomilla tiepida creano contrasti interessanti. Durante le festività pasquali, i sardi amano gustare le pardulas con un bicchiere di liquore al mirto, digestivo tipico dell’isola.
Informazione in più
Le pardulas affondano le radici nella tradizione agropastorale della Sardegna, quando i pastori utilizzavano la ricotta di pecora fresca per creare dolci destinati alle celebrazioni religiose. Ogni zona dell’isola presenta varianti locali, con nomi diversi come casadinas, formaggelle o pardule. Nella Barbagia si aggiunge l’uvetta, nel Campidano si preferisce una maggiore quantità di zafferano. Lo zafferano sardo, coltivato principalmente a San Gavino Monreale, è considerato tra i più pregiati al mondo per intensità aromatica e potere colorante. La forma a cestino rappresenta simbolicamente l’abbondanza e la fertilità primaverile. Anticamente, le pardulas venivano preparate esclusivamente dalle donne della famiglia, che si riunivano in cucina tramandando segreti e tecniche. Oggi questi dolcetti sono diventati ambasciatori della cultura gastronomica sarda nel mondo, simbolo di un’identità culinaria forte e distintiva.



