Ciambella di Pasqua romagnola con alchermes e crema…la ricetta della nonna che torna ogni anno

Ciambella di Pasqua romagnola con alchermes e crema…la ricetta della nonna che torna ogni anno

La ciambella di Pasqua romagnola è molto più di un semplice dolce: è un simbolo di tradizione che ogni anno, nel periodo pasquale, riporta nelle case dell’Emilia-Romagna i profumi e i sapori dell’infanzia. Questa corona dolce, caratterizzata dal suo colore rosato dato dall’alchermes e dalla sua farcitura cremosa, rappresenta un patrimonio gastronomico tramandato di generazione in generazione. La ricetta della nonna, custodita gelosamente e ripetuta con devozione, trasforma ingredienti semplici in un capolavoro che unisce famiglie attorno alla tavola pasquale. L’alchermes, liquore dalle note speziate e dal colore rubino intenso, conferisce a questo dolce il suo carattere inconfondibile, mentre la crema pasticcera aggiunge quella morbidezza che contrasta perfettamente con la consistenza soffice del pan di Spagna. Preparare questa ciambella significa immergersi in un rituale che richiede pazienza, amore e rispetto per la tradizione romagnola.

40

35

medio

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione del pan di Spagna

Preriscaldate il forno a 180°C. Separate gli albumi dai tuorli delle 4 uova. Montate gli albumi a neve fermissima con le fruste elettriche, cioè fino a quando formano dei picchi rigidi che non si afflosciano. In un’altra ciotola, lavorate i tuorli con 200 grammi di zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete la scorza di limone grattugiata per profumare l’impasto. Setacciate insieme la farina 00, la fecola di patate e il lievito. Incorporate delicatamente gli albumi montati ai tuorli zuccherati, mescolando dal basso verso l’alto con movimenti ampi per non smontare il composto. Aggiungete gradualmente le polveri setacciate, continuando a mescolare con delicatezza.

2. Cottura della ciambella

Imburrate e infarinate accuratamente lo stampo per ciambella, assicurandovi di raggiungere tutti gli angoli. Versate l’impasto nello stampo, livellandolo con una spatola. Infornate per circa 35 minuti, controllando la cottura con uno stecchino: deve uscire asciutto. Una volta cotta, lasciate raffreddare la ciambella nello stampo per 10 minuti, poi sformatela su una gratella e lasciatela raffreddare completamente. Questo passaggio è fondamentale: la ciambella deve essere completamente fredda prima di procedere con la farcitura, altrimenti la crema si scioglierà.

3. Preparazione della crema pasticcera

In un pentolino, scaldate il latte con metà dello zucchero e la vanillina fino a portarlo quasi a ebollizione. Nel frattempo, in una ciotola, sbattete i tuorli con il restante zucchero fino a renderli chiari e spumosi. Aggiungete la farina setacciata ai tuorli e mescolate bene per eliminare i grumi. Versate il latte caldo sui tuorli poco alla volta, mescolando continuamente con una frusta. Riportate il composto sul fuoco medio-basso e cuocete mescolando costantemente con un cucchiaio di legno, movimento che impedisce alla crema di attaccarsi al fondo. La crema è pronta quando raggiunge la consistenza di una crema densa e vellutata, dopo circa 5-7 minuti. Trasferitela in una ciotola, copritela con pellicola a contatto e fatela raffreddare completamente.

4. Taglio e bagnatura della ciambella

Con un coltello a lama lunga e seghettata, tagliate orizzontalmente la ciambella in tre dischi di uguale spessore. Questo richiede precisione: appoggiate la mano sulla superficie della ciambella per stabilizzarla mentre tagliate. Preparate l’alchermes in una ciotolina larga. Con un pennello da cucina, bagnate generosamente il primo disco con l’alchermes, insistendo sui bordi. Il liquore deve penetrare bene nella pasta, conferendo quel caratteristico colore rosa e quel sapore speziato inconfondibile. Non abbiate paura di essere generosi: la ciambella deve risultare ben imbevuta ma non fradicia.

5. Assemblaggio e farcitura

Posizionate il primo disco bagnato su un piatto da portata. Distribuite uno strato abbondante di crema pasticcera fredda sulla superficie, lasciando circa un centimetro di bordo libero. Livellate la crema con una spatola. Adagiate il secondo disco, bagnatelo nuovamente con l’alchermes e ricopritelo con un altro strato di crema. Posizionate l’ultimo disco, bagnatelo e ricoprite l’intera superficie superiore della ciambella con la crema rimasta. Se desiderate, potete spalmare un velo di crema anche sui lati esterni per un risultato più elegante.

6. Decorazione finale

Lasciate riposare la ciambella in frigorifero per almeno 2 ore, tempo necessario affinché i sapori si amalgamino perfettamente. Prima di servire, spolverizzate generosamente con zucchero a velo, creando una neve bianca che contrasta magnificamente con il rosa dell’alchermes visibile ai lati. Per una decorazione più festosa, potete aggiungere confettini colorati o scaglie di cioccolato. La ciambella si conserva in frigorifero per 2-3 giorni, coperta con pellicola trasparente.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per ottenere una crema pasticcera perfetta senza grumi, assicuratevi di versare il latte caldo molto lentamente sui tuorli, mescolando energicamente. Se dovessero formarsi dei grumi, passate la crema ancora calda attraverso un colino fine. Un trucco della nonna: aggiungete un cucchiaino di amido di mais alla farina per una crema ancora più liscia e vellutata. Per quanto riguarda l’alchermes, se il sapore vi sembra troppo intenso, potete diluirlo con un po’ di acqua o succo d’arancia, mantenendo comunque quel caratteristico colore rosato che rende questa ciambella così speciale.

Abbinamenti per un dolce della tradizione

La ciambella di Pasqua romagnola si accompagna perfettamente con un Albana di Romagna Passito DOCG, vino dolce del territorio che esalta le note speziate dell’alchermes. In alternativa, un Moscato d’Asti con le sue bollicine delicate crea un contrasto piacevole con la cremosità del dolce. Per chi preferisce bevande analcoliche, un tè Earl Grey caldo o un caffè d’orzo rappresentano scelte tradizionali che non sovrastano i sapori delicati della ciambella. Durante il pranzo pasquale, molte famiglie romagnole servono questo dolce accompagnato da un bicchierino di alchermes puro, per richiamare il sapore del liquore presente nella farcitura.

Informazione in più

La ciambella di Pasqua romagnola affonda le sue radici nella tradizione contadina dell’Emilia-Romagna, quando le famiglie preparavano dolci elaborati solo per le grandi festività. L’alchermes, liquore di origine fiorentina a base di spezie, cocciniglia e alcol, era considerato un ingrediente prezioso, riservato alle occasioni speciali. La forma a ciambella non è casuale: rappresenta la corona di spine e simboleggia la resurrezione di Cristo. Ogni famiglia romagnola custodisce gelosamente la propria versione della ricetta, tramandata oralmente da madre a figlia. Alcune varianti prevedono l’aggiunta di canditi o gocce di cioccolato nella crema, altre sostituiscono parte dell’alchermes con rosolio. Negli anni Cinquanta e Sessanta, questa ciambella era il dolce che le famiglie portavano a benedire il Sabato Santo, avvolta in tovaglioli ricamati. Oggi rappresenta un simbolo identitario così forte che molti romagnoli emigrati all’estero si fanno spedire l’alchermes appositamente per prepararla durante le festività pasquali.

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