Torta Pasqualina genovese da portare a Pasquetta, la versione di Benedetta Rossi che si taglia senza sbriciolare

Con l'inizio di aprile, le cucine liguri profumano di erbette selvatiche, ricotta fresca e pasta sfoglia tirata sottile come un velo. La torta Pasqualina genovese è uno di quei piatti che non ha bisogno di presentazioni: nata nei conventi medievali della Liguria, è diventata il simbolo indiscusso delle tavole pasquali e, soprattutto, del cestino da Pasquetta. Il problema più comune è che, al momento di tagliare, la torta si sgretola, le uova rotolano e il ripieno scivola via.

La versione di Benedetta Rossi risolve questo problema con un accorgimento preciso nella composizione degli strati e nella gestione dell'umidità del ripieno, due aspetti che la maggior parte delle ricette trascura. Il risultato è una torta che mantiene la sua forma anche a temperatura ambiente, si trasporta senza danni nel cestino e si affetta con un coltello liscio lasciando ogni strato intatto. Vale la pena imparare come si fa.

Preparazione50 min
Riposo30 min
Cottura50 min
Porzioni8–10 persone
DifficoltàMedia
Costo€€
StagioneErbette primaverili, bietole, uova fresche di Pasqua

Adatta per: Vegetariano

Ingredienti

Per la pasta matta

  • 400 g di farina 00
  • 200 ml di acqua tiepida
  • 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva ligure
  • 1 cucchiaino di sale fino

Per il ripieno

  • 1 kg di erbette o bietole fresche (peso già mondato)
  • 500 g di ricotta di pecora ben asciutta
  • 80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato (almeno 24 mesi)
  • 50 g di pecorino grattugiato
  • 10 uova medie fresche (6 per il ripieno + 4 intere da affondare)
  • 1 cipollotto fresco di primavera, tritato finemente
  • noce moscata q.b.
  • sale e pepe nero macinato al momento q.b.
  • olio extravergine d'oliva q.b. per spennellare gli strati

Ustensili

  • Teglia rotonda da forno da 28–30 cm di diametro, con bordi alti almeno 5 cm
  • Mattarello lungo (o macchina per la pasta)
  • Ciotola capiente per impastare
  • Padella larga per saltare le erbette
  • Colino a maglie fitte
  • Carta da forno
  • Pennello da cucina
  • Coltello a lama liscia e lunga

Preparazione

1. La pasta matta: impasto, riposo e tecnica di stesura

Versate la farina a fontana su una spianatoia, aggiungete il sale, l'olio e l'acqua tiepida poco alla volta. Lavorate con energia per almeno 10 minuti, fino a ottenere un impasto liscio, elastico e leggermente lucido: deve risultare simile a un impasto per pane, né appiccicoso né duro. Dividetelo in otto palline di uguale peso, copritele con un canovaccio umido e lasciatele riposare 30 minuti a temperatura ambiente. Questo riposo è decisivo: il glutine si rilassa e la pasta si stende poi in sfoglie quasi trasparenti senza strapparsi. Mentre la pasta riposa, occupatevi del ripieno.

2. Le erbette: asciugatura, il passaggio che cambia tutto

Lavate le erbette in più acque, poi lessatele in acqua salata bollente per 3–4 minuti, scolatele e passatele immediatamente in acqua ghiacciata per fermare la cottura e preservare il colore verde brillante — questa tecnica si chiama shock termico. Strizzatele con le mani con forza, poi raccoglietele su un tagliere e strizzatele di nuovo avvolte in un canovaccio asciutto: l'obiettivo è eliminare quanta più acqua possibile. Questo è il punto cruciale della ricetta di Benedetta Rossi: erbette umide rendono il ripieno molle e una torta con il ripieno molle non si affetta, si sfalda. Una volta asciutte, tritatele grossolanamente al coltello, quindi saltatele brevemente in padella con il cipollotto e un filo d'olio per altri 3 minuti, fino a quando non sentirete più alcuna traccia di vapore acqueo salire dalla padella. Lasciatele raffreddare completamente prima di procedere.

3. Il ripieno: bilanciare formaggi e uova

In una ciotola capiente, mettete la ricotta — che deve essere ben asciutta, eventualmente lasciata a scolare su un colino in frigorifero per almeno due ore — e lavoratela con una forchetta per renderla cremosa. Aggiungete il parmigiano, il pecorino e le 6 uova leggermente sbattute, poi le erbette saltate e fredde. Condite con sale, pepe e una generosa grattata di noce moscata: il profumo che si sprigiona indica che il ripieno sta prendendo la sua identità. Mescolate con decisione fino a ottenere un composto omogeneo, compatto ma non secco. Assaggiate e correggete di sale: il ripieno deve risultare sapido da solo, perché gli strati di pasta matta sono neutri.

4. Stesura della sfoglia: sottile come carta

Riprendete le palline di pasta riposata. Su una superficie leggermente infarinata, stendete ciascuna pallina con il mattarello fino a ottenere un disco di spessore inferiore al mezzo millimetro — deve quasi trasparire la luce attraverso. Ungete il fondo della teglia con carta da forno e un filo d'olio. Adagiate il primo strato di pasta lasciandolo sbordare abbondantemente dai bordi, spennellatelo con olio extravergine d'oliva, poi sovrapponete altri quattro strati nello stesso modo, spennellando ogni sfoglia con cura. L'olio tra gli strati crea quella stratificazione sfogliata e croccante che è il marchio della Pasqualina autentica.

5. Assemblaggio e le uova intere: la firma della Pasqualina

Versate il ripieno sugli strati di pasta e livellatelo con il dorso di un cucchiaio, creando uno strato uniforme di circa 3–4 cm di altezza. Con il dorso di un cucchiaio, formate quattro incavi profondi nel ripieno, distanziati in modo regolare. Rompete con delicatezza un uovo intero in ciascun incavo, salate e pepate leggermente il tuorlo. Gli albumi si amalgameranno al ripieno durante la cottura, mentre i tuorli resteranno morbidi e dorati: al taglio, ogni fetta avrà la sua metà di uovo perfetta. Coprite con i restanti quattro strati di pasta sfoglia, sempre spennellando con olio tra l'uno e l'altro. Ripiegate i bordi verso l'interno arrotolandoli su se stessi per formare un cordoncino compatto, che sigilla la torta e impedisce al ripieno di fuoriuscire durante la cottura.

6. Cottura: temperature e controllo della crosta

Preriscaldate il forno a 180 °C statico. Spennellate la superficie con olio extravergine e bucherellate la pasta con una forchetta in più punti: questo permette al vapore di uscire senza gonfiare la crosta superiore. Cuocete per 45–50 minuti, fino a quando la superficie sarà di un dorato uniforme e profondo, quasi ambrato ai bordi. Se dopo 30 minuti la crosta risultasse già molto colorita, copritela con un foglio di carta stagnola. Sfornate e lasciate raffreddare completamente su una gratella prima di tagliare: una torta Pasqualina tagliata ancora calda si sfalda sempre, indipendentemente dalla ricetta. Il raffreddamento totale permette al ripieno di compattarsi e alle uova di stabilizzarsi.

Il mio consiglio da chef

Se preparate la torta il giorno prima di Pasquetta — e vi consiglio di farlo — avvolgetela in carta stagnola una volta completamente fredda e conservatela in frigorifero. Il giorno successivo, lasciatela tornare a temperatura ambiente per almeno un'ora prima di servirla: il ripieno si assesta ulteriormente e il taglio sarà ancora più netto. Per trasportarla al picnic senza rischi, tenetela nella teglia originale coperta con pellicola e tagliatela direttamente sul posto, con un coltello a lama liscia bagnato con acqua fredda prima di ogni fetta.

Abbinamenti

La torta Pasqualina ha un profilo aromatico ricco e sapido, con la nota erbacea delle bietole e la spinta dei formaggi stagionati, che suggeriscono un vino con buona acidità e qualche nota fresca. Il compagno ideale è un Vermentino di Sardegna o un Pigato ligure, entrambi capaci di bilanciare la grassezza della ricotta con la loro freschezza minerale e il leggero retrogusto ammandorlato. Per chi preferisce una bollicina, un Prosecco Brut o uno Charmat Extra Dry puliscono piacevolmente il palato tra una fetta e l'altra. Per i non bevitori, una limonata artigianale con menta fresca di stagione è la scelta più coerente con lo spirito del picnic primaverile.

Origini e storia della torta Pasqualina

La torta Pasqualina nasce a Genova probabilmente nel Medioevo, con radici documentate già nel Cinquecento quando il gastronomo Ortensio Lando la citava tra le specialità liguri. Il nome non deriva solo dall'uso pasquale: le uova intere nel ripieno erano il simbolo della rinascita, e i trentatré strati di pasta della ricetta originale — uno per ogni anno della vita di Cristo — rendevano la preparazione quasi un atto devozionale. Oggi i trentatré strati sono diventati otto nella versione domestica, ma il significato simbolico delle uova intere rimane intatto.

Nel tempo la ricetta ha subito variazioni regionali: in alcune zone della Liguria si aggiungono i carciofi alle erbette, in altre si sostituisce parte della ricotta con la prescinsêua, una cagliata fresca tipicamente genovese dal sapore leggermente acidulo e impossibile da trovare fuori dalla regione. La versione di Benedetta Rossi reinterpreta la tradizione in chiave accessibile, conservando la tecnica della pasta matta tirata a mano e la presenza delle uova intere, ma semplificando il ripieno per renderlo riproducibile ovunque in Italia.

Valori nutrizionali (per porzione, valori approssimativi)

NutrienteQuantità
Calorie~420 kcal
Proteine~22 g
Carboidrati~38 g
di cui zuccheri~3 g
Lipidi~20 g
Fibre~4 g

Domande frequenti

Posso preparare la torta Pasqualina il giorno prima?

Assolutamente sì, ed è anzi il modo migliore per ottenere un taglio perfetto. Preparatela il giorno prima, lasciatela raffreddare completamente a temperatura ambiente, poi conservatela in frigorifero avvolta in carta stagnola. Il giorno di Pasquetta basterà tirarla fuori un'ora prima di mangiarla: il ripieno sarà compatto, le uova stabili e la crosta ancora croccante.

Come si conservano gli avanzi?

Gli avanzi si conservano in frigorifero per 2–3 giorni, coperti con pellicola o in un contenitore ermetico. Si possono mangiare freddi direttamente dal frigo oppure scaldare in forno statico a 160 °C per 10 minuti, che ridona croccantezza alla crosta. Il microonde è sconsigliato perché ammorbidisce la pasta matta rendendola gommosa.

Quali varianti o sostituzioni sono possibili?

Le bietole possono essere sostituite con spinaci freschi, con un misto di erbette di campo primaverili o, seguendo la tradizione genovese più antica, con carciofi a fettine sottili saltati in padella. La ricotta di pecora può essere sostituita con ricotta vaccina, ma in quel caso è ancora più importante asciugarla bene. Per una versione senza glutine, è possibile usare una pasta matta preparata con farina di riso e fecola di patate, anche se la stesura richiede più attenzione.

Perché la mia torta si è sgretolata al taglio?

Le cause sono quasi sempre due: il ripieno era ancora troppo umido — le erbette non sufficientemente strizzate rilasciano acqua durante la cottura — oppure la torta è stata tagliata ancora tiepida. Rispettare il raffreddamento completo su una gratella e la doppia strizzatura delle verdure sono i due passaggi che Benedetta Rossi indica come non negoziabili per un risultato che regge al taglio e al trasporto.

Posso usare la pasta sfoglia pronta al posto della pasta matta?

È possibile, ma il risultato sarà diverso: la pasta sfoglia industriale è più burrosa e gonfia in cottura, perdendo la caratteristica leggerezza croccante della pasta matta tirata a mano. Se scegliete questa scorciatoia, usate 2 rotoli di pasta sfoglia rettangolare, sovrapponeteli in teglia senza spennellare tra gli strati e abbassate la temperatura del forno a 170 °C per evitare che i bordi brucino prima che il ripieno si cuocia.

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