Lasagne di Natale: valanga di besciamella, salmone ultra fondente e formaggio gratinato, pura follia culinaria

Lasagne di Natale: valanga di besciamella, salmone ultra fondente e formaggio gratinato, pura follia culinaria

Dimenticate la classica lasagna della nonna, quella con il ragù che sobbolle per ore. Quest’anno, la tavola delle feste si veste di un’eleganza audace, di una cremosità quasi peccaminosa. Vi presentiamo le Lasagne di Natale, un’autentica follia culinaria che trasformerà il vostro cenone in un evento memorabile. Immaginate strati di pasta fresca che abbracciano un salmone ultra fondente, il tutto sommerso da una valanga di besciamella vellutata e avvolgente. A coronare questa meraviglia, una crosta dorata e croccante di formaggio gratinato che scricchiola sotto la forchetta, promettendo un’esplosione di sapore a ogni boccone. Questa non è solo una ricetta. È un’esperienza, un atto d’amore per i vostri commensali, un modo per dire “Buon Natale” con il linguaggio universale del buon cibo. Preparatevi a raccogliere applausi, perché con questo piatto diventerete le star indiscusse della cucina.

40 minuti

35 minuti

facile

€€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Il cuore cremoso: la besciamella perfetta

Iniziamo dalla regina indiscussa di questa ricetta: la besciamella. Non abbiate paura, prepararla in casa è un gesto che vi darà un’immensa soddisfazione e il risultato è imparagonabile a qualsiasi prodotto pronto. Prendete una casseruola dal fondo spesso, questo è importante per distribuire il calore uniformemente ed evitare che la salsa si attacchi. Fate sciogliere dolcemente il burro a fuoco basso. Appena sarà completamente fuso, togliete la casseruola dal fuoco e versate la farina tutta in una volta. Mescolate energicamente con una frusta per creare quello che i grandi chef chiamano il roux: una base di cottura composta da farina e un grasso, in questo caso il burro, che serve ad addensare le salse. Dovete ottenere un composto omogeneo e senza grumi, dal colore dorato. A questo punto, rimettete la casseruola su fuoco dolce per un paio di minuti, mescolando sempre: questo passaggio serve a cuocere la farina, eliminando il suo sapore “crudo”. Ora arriva il momento cruciale: l’aggiunta del latte. Per evitare la formazione di grumi, il segreto è versare il latte (che avrete leggermente intiepidito) a filo, continuando a mescolare senza sosta con la frusta. All’inizio il composto sembrerà molto denso, ma non preoccupatevi. Continuate a versare il latte e a mescolare, vedrete che la salsa diventerà liscia e fluida. Una volta versato tutto il latte, continuate la cottura a fuoco basso per circa 10-15 minuti, finché la besciamella non si sarà addensata, raggiungendo una consistenza simile a quella di uno yogurt cremoso. Ricordate di mescolare spesso per non farla attaccare. Solo alla fine, spegnete il fuoco e insaporite con un’abbondante grattugiata di noce moscata, sale e una macinata di pepe bianco, più delicato di quello nero. La vostra besciamella è pronta: liscia, vellutata e profumatissima. Copritela con della pellicola a contatto per evitare che si formi la pellicina in superficie.

2. La preparazione dei protagonisti

Mentre la besciamella intiepidisce, dedichiamoci agli altri ingredienti. Prendete il salmone affumicato e tagliatelo a listarelle non troppo sottili. La qualità del salmone è fondamentale per la riuscita del piatto, sceglietene uno buono, dalle carni morbide e saporite. Se usate della scamorza affumicata, tagliatela a cubetti piccoli oppure grattugiatela con una grattugia a fori larghi. La scamorza affumicata aggiungerà una nota di sapore intensa e deliziosa che si sposa alla perfezione con la dolcezza del salmone. Se preferite un sapore più delicato, potete usare una mozzarella per pizza, ben asciutta, o del provolone dolce. Infine, grattugiate finemente il Parmigiano Reggiano. Tenete tutti gli ingredienti pronti e a portata di mano: in cucina, l’organizzazione è il primo segreto per un successo garantito.

3. L’arte dell’assemblaggio: strato dopo strato

Ci siamo, è il momento di dare vita alle nostre lasagne. Prendete una pirofila rettangolare, circa 20×30 cm, e ungetela leggermente con un filo d’olio o una noce di burro. Iniziate stendendo sul fondo un velo generoso di besciamella. Questo piccolo trucco eviterà che il primo strato di pasta si secchi o si attacchi durante la cottura. Adagiatevi sopra il primo strato di sfoglie di lasagna, cercando di coprire tutta la superficie senza sovrapporle troppo. Se usate le sfoglie secche che non necessitano di pre-cottura, potete procedere direttamente. Se le istruzioni sulla confezione lo richiedono, sbollentatele per un minuto in acqua salata e asciugatele bene. Ora, siate generosi: coprite la pasta con un altro abbondante strato di besciamella, distribuite una parte delle listarelle di salmone affumicato, qualche cubetto di scamorza e una spolverata di Parmigiano Reggiano. Ripetete l’operazione: sfoglia di lasagna, besciamella, salmone, scamorza e parmigiano. Continuate così fino a esaurire gli ingredienti. Generalmente si riescono a fare 4 o 5 strati. L’ultimo strato deve essere composto solo da pasta, ricoperta da un’abbondante, anzi, straripante colata di besciamella. Cospargete la superficie con il Parmigiano Reggiano rimasto e qualche fiocchetto di burro. Questa è la garanzia per ottenere una gratinatura perfetta, dorata e irresistibilmente croccante.

4. La magia del forno: la gratinatura finale

Preriscaldate il forno a 180°C in modalità statica. Infornate la vostra pirofila nel ripiano centrale del forno e lasciate cuocere per circa 30-35 minuti. Le lasagne saranno pronte quando la superficie apparirà splendidamente dorata e vedrete la besciamella sobbollire lungo i bordi. Ogni forno è diverso, quindi controllate la cottura dopo i primi 25 minuti. Se la superficie dovesse scurirsi troppo in fretta, copritela con un foglio di alluminio per gli ultimi minuti di cottura. Per una crosticina ancora più croccante, potete attivare la funzione grill per gli ultimi 2-3 minuti, ma fate molta attenzione a non bruciare tutto! Una volta cotte, estraete le lasagne dal forno e qui arriva il consiglio più difficile da seguire: resistete alla tentazione di servirle subito. Lasciatele riposare per almeno 10-15 minuti. Questo passaggio è fondamentale: permetterà agli strati di assestarsi, ai sapori di amalgamarsi e vi consentirà di tagliare delle fette perfette, che non si sfalderanno nel piatto.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per un tocco da vero gourmet che sorprenderà i vostri ospiti, aggiungete alla besciamella, a fine cottura, la scorza grattugiata di un limone non trattato. La sua freschezza e la sua nota agrumata creeranno un contrasto meraviglioso con la grassezza del salmone e la cremosità della salsa, elevando il piatto a un livello superiore.

Quale vino abbinare?

La ricchezza di questo piatto chiama un vino capace di sgrassare il palato e bilanciare i sapori. L’abbinamento perfetto è con un vino bianco secco, fresco e minerale. Un Vermentino di Sardegna, con le sue note saline e agrumate, è una scelta eccellente. In alternativa, un Sauvignon Blanc dell’Alto Adige o della Loira, con la sua spiccata acidità e i suoi profumi vegetali, pulirà la bocca a ogni sorso, preparandola a quello successivo. Se amate le bollicine, osate con un Franciacorta Satèn o un buon Trento DOC: la loro effervescenza e finezza saranno l’accompagnamento ideale per celebrare un’occasione speciale.

Informazione in più

In Italia, la cena della Vigilia di Natale è tradizionalmente “di magro”, ovvero a base di pesce. Questa tradizione ha radici religiose antiche, legate al precetto di astenersi dal consumo di carne nei giorni di vigilia delle feste più importanti. Sebbene oggi il precetto sia meno sentito, l’usanza di portare in tavola il pesce è rimasta profondamente radicata. Le lasagne al salmone sono una rivisitazione moderna e sontuosa di questa tradizione. Uniscono la classicità di un formato di pasta amato in tutto il paese, la lasagna, con un ingrediente, il salmone, che è diventato sinonimo di festa e raffinatezza. È un piatto che parla di famiglia, di festa, ma anche di una cucina italiana che sa evolversi e innovare senza perdere il suo cuore caldo e accogliente.

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