Amici buongustai, chiudete gli occhi e immaginate: un guscio dorato e fragrante che scricchiola leggermente tra i denti, liberando una nuvola di vapore profumato. All’interno, un cuore candido, cremoso e avvolgente, dal sapore delicato e confortante di latte fresco. No, non è un sogno, ma la pura e semplice magia della ricotta fritta in pastella. Questo piccolo capolavoro della cucina italiana, un gioiello della cosiddetta cucina povera, è la dimostrazione che con pochi e semplici ingredienti si possono raggiungere vette di gusto inimmaginabili. Perfetta per dare il via a una cena tra amici, come stuzzichino irresistibile durante un aperitivo o semplicemente come coccola golosa per spezzare la giornata, la ricotta fritta è una di quelle ricette che, una volta provate, entrano di diritto nel quaderno del cuore. Oggi vi guiderò passo dopo passo, svelandovi tutti i segreti per ottenere dei bocconcini croccanti fuori e morbidissimi dentro, leggeri e mai unti. Preparatevi a friggere e a innamorarvi, perché la felicità, a volte, ha la forma di una nuvoletta di ricotta dorata.
20 minuti
10 minuti
facile
€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. La preparazione della ricotta: il segreto della consistenza
Il primo passo, e forse il più importante per la riuscita del piatto, è la preparazione della ricotta. Deve essere asciuttissima per non rilasciare acqua durante la cottura, il che comprometterebbe la croccantezza della frittura. Prendete la vostra ricotta, idealmente di pecora per il suo sapore più deciso e la sua consistenza più soda, e mettetela a scolare in un colino a maglie fitte, appoggiato su una ciotola. Coprite con pellicola e riponete in frigorifero per almeno 3-4 ore, ma se avete tempo, lasciatela lì per tutta la notte. Trascorso il tempo di riposo, trasferite la ricotta ben asciutta in una ciotola e lavoratela brevemente con una forchetta per renderla cremosa. Conditela con un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe nero. Ora, con l’aiuto di due cucchiai o con le mani leggermente inumidite, formate delle piccole palline o delle quenelle, ovvero delle polpettine ovali, grandi più o meno come una noce. Disponetele man mano su un vassoio foderato di carta forno e mettetele in frigorifero a rassodare per una ventina di minuti mentre preparate la pastella.
2. La pastella magica: l’abito croccante
Adesso dedichiamoci alla pastella, ovvero quell’impasto fluido a base di farina e liquidi che avvolgerà la nostra ricotta, creando una barriera protettiva e una crosticina dorata e croccante. In una ciotola capiente, setacciate la farina 00. Aggiungete un pizzico di sale e l’uovo intero al centro. Iniziate a mescolare con una frusta a mano, incorporando l’uovo alla farina. Ora arriva il tocco magico: versate a filo l’acqua frizzante freddissima, quasi ghiacciata, continuando a mescolare energicamente per evitare la formazione di grumi. Perché così fredda? Lo shock termico tra la pastella gelida e l’olio bollente creerà una frittura incredibilmente leggera, ariosa e piena di bollicine, la famosa ‘frittura che canta’. Dovete ottenere un composto liscio, omogeneo e dalla consistenza simile a quella di uno yogurt liquido, non troppo denso ma capace di velare un cucchiaio. Se volete, potete aggiungere alla pastella un trito fine di erbe aromatiche come prezzemolo o basilico per un tocco di colore e profumo. Lasciate riposare la pastella in frigorifero per almeno 15 minuti.
3. Il momento della frittura: l’arte della doratura perfetta
Siamo arrivati al momento più atteso e divertente: la frittura. In una pentola dai bordi alti o, ancora meglio, in una friggitrice, versate abbondante olio di semi di arachide e portatelo a una temperatura di circa 170-180 °C. Se non avete un termometro da cucina, non preoccupatevi. Potete fare la prova dello stecchino: immergete la punta di uno stecchino di legno nell’olio; se si formano tante bollicine intorno, l’olio è pronto. Riprendete le vostre quenelle di ricotta dal frigorifero. Tuffatene poche per volta nella pastella fredda, assicurandovi che siano completamente ricoperte da un velo sottile di impasto. Con l’aiuto di una forchetta, sollevatele, fate scolare l’eccesso di pastella e immergetele delicatamente nell’olio bollente. Mi raccomando, friggete pochi pezzi alla volta per non abbassare troppo la temperatura dell’olio, altrimenti la ricotta si impregnerà di grasso invece di dorarsi. Lasciatele cuocere per circa 2-3 minuti, o finché non saranno gonfie e di un bel colore dorato uniforme, girandole a metà cottura se necessario.
4. Scolare e servire: il tocco finale
Una volta che i vostri bocconcini di ricotta sono perfettamente dorati e croccanti, prelevateli dall’olio utilizzando una schiumarola, quel grande mestolo forato che permette di scolare i cibi fritti in modo impeccabile. Adagiateli su un piatto foderato con più strati di carta assorbente da cucina. Questo passaggio è cruciale per eliminare l’olio in eccesso e garantire la massima croccantezza. Mentre sono ancora caldissimi, spolverateli con un altro pizzico di sale fino. Il sale si attaccherà meglio alla superficie calda e insaporirà perfettamente la pastella. Procedete in questo modo fino a esaurire tutta la ricotta e la pastella. La regola d’oro della ricotta fritta è una sola: va mangiata subito, calda, anzi, bollente! Solo così potrete apprezzare appieno il contrasto di temperature e consistenze che la rende così speciale.
Il trucco dello chef
Per una pastella ancora più leggera e digeribile, quasi eterea, potete sostituire metà della farina 00 con della fecola di patate o amido di mais. Un altro piccolo segreto da chef è aggiungere la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio all’impasto: la reazione chimica durante la cottura creerà ancora più bolle d’aria, per una croccantezza da manuale. E se volete stupire i vostri ospiti, provate ad aggiungere un po’ di scorza di limone non trattato grattugiata finemente nell’impasto della ricotta: regalerà una nota agrumata, fresca e inaspettata che pulisce il palato e rende il fritto ancora più irresistibile.
L’abbinamento perfetto: vino e ricotta fritta
Per accompagnare la golosità della ricotta fritta, abbiamo bisogno di un vino che sappia tenerle testa, pulendo il palato dalla parte grassa della frittura e valorizzando la dolcezza della ricotta. La scelta ideale ricade su un vino bianco frizzante o fermo, caratterizzato da una spiccata acidità e freschezza. Un Prosecco di Valdobbiadene DOCG Extra Brut è una scelta classica e vincente: le sue bollicine fini e persistenti e le sue note agrumate e floreali sgrassano la bocca a ogni sorso, preparando a quello successivo. Se preferite un vino fermo, un Vermentino di Sardegna o una Falanghina del Sannio sono alternative eccellenti. La loro sapidità quasi marina e la loro vibrante acidità creano un equilibrio perfetto con la ricchezza del piatto, esaltandone il sapore senza mai sovrastarlo.
Un’ode alla cucina povera del Sud Italia
La ricotta fritta in pastella è un piatto che affonda le sue radici nella tradizione contadina e pastorale del Mezzogiorno d’Italia, in particolare di regioni come la Sicilia, la Calabria e la Puglia. Nata come piatto ‘di recupero’ per utilizzare la ricotta avanzata, è l’emblema della cucina povera: quella filosofia culinaria basata sull’ingegno e sulla capacità di trasformare ingredienti umili e quotidiani in preparazioni ricche di gusto e di storia. Un tempo era il pasto semplice e nutriente consumato direttamente nei campi, oggi è diventata una prelibatezza servita come antipasto nei ristoranti e come street food durante le feste di paese, a testimonianza di come la semplicità, in cucina, sia spesso sinonimo di eccellenza. Ogni boccone di ricotta fritta racconta una storia di tradizione, di territorio e di sapienza antica.



