Agnello al forno con patate e carciofi romaneschi: la ricetta laziale di Antonino Cannavacciuolo per Pasqua

Agnello al forno con patate e carciofi romaneschi: la ricetta laziale di Antonino Cannavacciuolo per Pasqua

La Pasqua laziale si veste di tradizione con questa ricetta firmata da Antonino Cannavacciuolo, che celebra i sapori autentici del territorio romano. L’agnello al forno con patate e carciofi romaneschi rappresenta un piatto simbolico della festività pasquale, dove la tenerezza della carne si sposa perfettamente con la dolcezza delle patate e l’amarognolo delicato dei carciofi. Questa preparazione, apparentemente complessa, si rivela accessibile anche ai cuochi meno esperti, grazie a una tecnica di cottura che esalta ogni ingrediente senza richiedere competenze professionali. Il segreto risiede nella qualità delle materie prime e nel rispetto dei tempi di cottura, che trasformano ingredienti semplici in un trionfo di gusto. La versione proposta dallo chef stellato mantiene la fedeltà alla ricetta tradizionale laziale, arricchendola con piccoli accorgimenti che fanno la differenza. Preparare questo piatto significa portare in tavola un pezzo di storia culinaria italiana, un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e crea ricordi indimenticabili.

30

90

medio

€€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione dell’agnello

Iniziate estraendo il cosciotto d’agnello dal frigorifero almeno un’ora prima della cottura, affinché raggiunga la temperatura ambiente. Questa operazione è fondamentale per garantire una cottura uniforme. Asciugate accuratamente la carne con carta assorbente, eliminando ogni traccia di umidità. Praticate delle incisioni superficiali sulla superficie con un coltello affilato, creando una sorta di reticolo. Queste incisioni permetteranno agli aromi di penetrare meglio nella carne. Inserite negli interstizi metà degli spicchi d’aglio tagliati a lamelle sottili e alcuni aghi di rosmarino. Condite generosamente con sale grosso e pepe nero macinato, massaggiando delicatamente per far aderire le spezie. Lasciate riposare mentre preparate le verdure.

2. Preparazione dei carciofi

Riempite una ciotola capiente con acqua fredda e spremete il succo del limone. Pulite i carciofi romaneschi eliminando le foglie esterne più dure, che sono quelle di colore verde scuro. Tagliate la parte superiore del carciofo per circa due centimetri, poi eliminate il gambo lasciando solo tre centimetri dalla base. Pelate il gambo rimasto con un pelapatate per rimuovere la parte fibrosa esterna. Dividete ogni carciofo in quattro spicchi e rimuovete l’eventuale barba interna con un cucchiaino. Immergete immediatamente gli spicchi nell’acqua acidulata per evitare l’ossidazione, cioè l’annerimento dovuto al contatto con l’aria. Questa tecnica preserva il colore verde brillante dei carciofi.

3. Preparazione delle patate

Sbucciate le patate e tagliatele a spicchi di dimensione regolare, circa tre centimetri di spessore. La regolarità del taglio è importante perché garantisce una cottura omogenea. Sciacquate gli spicchi di patate sotto acqua corrente fredda per eliminare l’amido in eccesso, poi asciugateli con un canovaccio pulito. Trasferitele in una ciotola e conditele con due cucchiai d’olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Mescolate bene per distribuire uniformemente il condimento. Le patate a pasta gialla sono ideali per questa preparazione perché mantengono meglio la forma durante la cottura prolungata in forno.

4. Assemblaggio in teglia

Preriscaldate il forno a 180 gradi in modalità statica. Foderate una teglia capiente con carta da forno e spennellatela leggermente con olio. Posizionate il cosciotto d’agnello al centro della teglia. Scolate i carciofi dall’acqua acidulata e asciugateli delicatamente. Disponete attorno alla carne gli spicchi di carciofi e le patate, alternandoli per creare una composizione armoniosa. Aggiungete gli spicchi d’aglio rimasti e i rametti di rosmarino tra le verdure. Irrorate il tutto con il restante olio extravergine d’oliva, distribuendolo uniformemente con un pennello da cucina. Versate il vino bianco direttamente sulla carne e lasciate evaporare per qualche minuto a temperatura ambiente.

5. Cottura in forno

Trasferite la teglia nel forno preriscaldato e cuocete per 90 minuti. Dopo i primi 30 minuti, abbassate la temperatura a 160 gradi per permettere una cottura più delicata. Ogni 20 minuti, bagnate l’agnello con il suo fondo di cottura utilizzando un mestolo o un cucchiaio. Questa operazione, chiamata arrostitura, mantiene la carne morbida e succosa. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo, aggiungete gradualmente il brodo vegetale caldo. A metà cottura, mescolate delicatamente le verdure per garantire una doratura uniforme. Negli ultimi 15 minuti, aumentate la temperatura a 200 gradi per ottenere una crosticina dorata sulla superficie dell’agnello. Verificate la cottura inserendo un termometro da cucina nella parte più spessa della carne: dovrebbe raggiungere 65-70 gradi per una cottura media.

6. Riposo e servizio

Una volta terminata la cottura, estraete la teglia dal forno e coprite l’agnello con un foglio di alluminio. Lasciate riposare la carne per almeno 15 minuti prima di affettarla. Questo passaggio è cruciale perché permette ai succhi di redistribuirsi uniformemente nella carne, rendendola più tenera e saporita. Durante il riposo, i succhi che si sono concentrati al centro durante la cottura migrano verso l’esterno, garantendo ogni fetta succosa. Nel frattempo, tenete le verdure al caldo coprendole. Trascorso il tempo di riposo, trasferite l’agnello su un tagliere e affettatelo con un coltello ben affilato, seguendo la direzione delle fibre muscolari. Disponete le fette in un piatto da portata, circondate dalle patate e dai carciofi. Filtrate il fondo di cottura attraverso un colino fine e versatelo in una salsiera, da servire a parte. Spolverate con prezzemolo fresco tritato per un tocco di colore e freschezza.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per verificare la freschezza dell’agnello, osservate il colore della carne: deve essere rosa chiaro tendente al rosso, mai grigiastro. Il grasso deve essere bianco e sodo, non giallastro.
Se preferite una carne più cotta, prolungate la cottura di 15-20 minuti, verificando sempre con il termometro che la temperatura interna raggiunga 75-80 gradi.
I carciofi romaneschi, chiamati anche mammole, hanno foglie più tenere rispetto ad altre varietà e richiedono meno pulizia. Se non li trovate, utilizzate carciofi violetti, altrettanto adatti.
Per ottenere patate ancora più croccanti, dopo averle condite, cospargetele con un cucchiaio di fecola di patate prima di disporle in teglia.
Il vino bianco può essere sostituito con vino rosso leggero per un sapore più intenso, tipico di alcune varianti laziali della ricetta.

Abbinamenti enologici per la Pasqua laziale

Questo piatto ricco e saporito richiede un vino rosso di carattere che possa reggere la struttura dell’agnello senza sovrastare la delicatezza dei carciofi. Il Cesanese del Piglio DOCG rappresenta la scelta più autentica, essendo un vino autoctono del Lazio che esprime perfettamente il territorio. Le sue note fruttate di ciliegia e prugna, unite a una tannicità equilibrata, si sposano magnificamente con la carne d’agnello. In alternativa, un Frascati Superiore DOCG rosso, meno conosciuto ma altrettanto interessante, offre freschezza e mineralità. Per chi preferisce vini più strutturati, un Montepulciano d’Abruzzo Riserva delle zone confinanti con il Lazio rappresenta un’ottima scelta, con la sua potenza controllata e i tannini vellutati. Servite il vino a una temperatura di 16-18 gradi, in calici ampi che permettano l’ossigenazione e lo sviluppo degli aromi. Stappate la bottiglia almeno 30 minuti prima del servizio per permettere al vino di esprimersi al meglio.

Informazione in più

L’agnello pasquale rappresenta una tradizione millenaria nel Lazio, con radici che affondano nella cultura contadina e pastorale della regione. La scelta dell’agnello per la Pasqua ha origini religiose, simboleggiando il sacrificio e la rinascita. Nel Lazio, questa tradizione si è arricchita nel tempo con l’aggiunta dei carciofi romaneschi, prodotto tipico della campagna romana coltivato fin dall’epoca antica. I Romani già apprezzavano i carciofi, come testimoniano gli scritti di Plinio il Vecchio. La ricetta classica prevedeva la cottura in forno a legna, che conferiva un aroma affumicato inconfondibile. Antonino Cannavacciuolo ha reinterpretato questa preparazione tradizionale mantenendone l’anima ma adattandola ai forni moderni e alle esigenze contemporanee. La combinazione di agnello, patate e carciofi crea un equilibrio perfetto tra proteine, carboidrati e verdure, rendendo il piatto completo dal punto di vista nutrizionale. Nella tradizione laziale, questo piatto veniva preparato la domenica di Pasqua dopo il digiuno della Quaresima, rappresentando il momento di festa e abbondanza. Ogni famiglia romana ha la sua versione della ricetta, tramandata di generazione in generazione, con piccole variazioni che riflettono le peculiarità territoriali.

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