Bonet: la ricetta del dolce al cucchiaio tipico della tradizione piemontese

Bonet: la ricetta del dolce al cucchiaio tipico della tradizione piemontese

Il bonet rappresenta uno dei dolci al cucchiaio più amati della tradizione piemontese, un dessert che racchiude secoli di storia gastronomica in una preparazione tanto semplice quanto raffinata. Questo budino al cioccolato e amaretti, dal nome che in dialetto piemontese significa “cappello”, conquista per la sua consistenza cremosa e il perfetto equilibrio tra dolcezza e note amare. Dolce al cucchiaio : dessert dalla consistenza morbida che si gusta con il cucchiaio, senza necessità di taglio. La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di ingredienti poveri ma nobili, trasformati attraverso una cottura a bagnomaria in un capolavoro di pasticceria casalinga che ha attraversato generazioni di famiglie piemontesi.

20

60

medio

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione del caramello

Iniziate preparando il caramello che rivestirà lo stampo. In un pentolino versate gli 80 grammi di zucchero ei due cucchiai d’acqua. Mettete sul fuoco medio e lasciate sciogliere lo zucchero senza mescolare, muovendo solo leggermente il pentolino. Quando il caramello raggiunge un bel colore ambrato, versatelo immediatamente nello stampo per budino, ruotandolo velocemente per distribuire il caramello su tutta la base e parzialmente sui lati. Fate attenzione perché il caramello è molto caldo. Lasciate raffreddare mentre preparate il composto.

2. Preparazione degli amaretti

Prendete gli amaretti secchi e sbricitolateli finemente. Potete farlo mettendoli in un sacchetto per alimenti e schiacciandoli con un mattarello, oppure tritandoli brevemente in un mixer. Non dovete ottenere una polvere finissima, ma briciole di dimensioni irregolari che daranno carattere al dolce. Trasferite le briciole in una ciotola e irrorate con il rum, mescolando delicatamente. Lasciate macerare per alcuni minuti affinché gli amaretti assorbano l’aroma del liquore.

3. Preparazione della base

In una ciotola capiente, rompete le quattro uova intere. Aggiungete i 150 grammi di zucchero semolato e iniziate a montare con una frusta elettrica o manuale. Montare : incorporare aria in un composto attraverso movimenti rapidi e circolari. Lavorate per circa 5 minuti fino a ottenere un composto chiaro, spumoso e gonfio. Il composto deve triplicare il suo volume iniziale e risultare soffice.

4. Incorporamento del cacao

Setacciate il cacao amaro in polvere direttamente sulla crema di uova e zucchero. Il setaccio è fondamentale per evitare la formazione di grumi. Incorporate il cacao con movimenti delicati dal basso verso l’alto, utilizzando una spatola o una frusta, cercando di non smontare il composto. Il movimento deve essere avvolgente per mantenere l’aria incorporata precedentemente.

5. Aggiunta del latte e degli amaretti

Scaldate leggermente il latte in un pentolino, portandolo a temperatura tiepida ma non bollente. Versatelo a filo nel composto di uova, cacao e zucchero, mescolando continuamente per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Aggiungete quindi gli amaretti imbevuti di rum e mescolate delicatamente per distribuirli uniformemente nell’impasto. Il composto finale deve risultare fluido ma vellutato.

6. Cottura a bagnomaria

Versate il composto nello stampo caramellato, facendo attenzione a non creare bolle d’aria. Posizionate lo stampo in una teglia alta e riempite la teglia con acqua calda fino a raggiungere circa metà dell’altezza dello stampo. Cottura a bagnomaria : tecnica di cottura indiretta che utilizza il vapore dell’acqua bollente per cuocere delicatamente. Infornate in forno preriscaldato a 160°C per circa 60 minuti. Il bonet è cotto quando inserendo uno stecchino al centro questo esce pulito.

7. Raffreddamento e sformatura

Una volta cotto, estraete lo stampo dal bagnomaria e lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente. Coprite con pellicola trasparente e trasferite in frigorifero per almeno 4 ore, meglio se per una notte intera. Questa fase è essenziale per permettere al dolce di rassodarsi e ai sapori di amalgamarsi perfettamente. Per sformare, passate la lama di un coltello lungo i bordi dello stampo, appoggiate un piatto da portata sopra lo stampo e capovolgete con un movimento deciso. Il caramello crea una deliziosa salsa che avvolge il budino.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per verificare la corretta cottura del bonet, osservate la superficie : deve risultare leggermente gonfia e compatta, senza liquido in superficie. Se preferite una consistenza più cremosa, riducete il tempo di cottura di 5-10 minuti. Gli amaretti possono essere sostituiti con biscotti secchi tipo savoiardi per una versione più delicata, anche se si perde parte dell’autenticità piemontese. Il caramello può essere aromatizzato con qualche goccia di limone per renderlo meno dolce. Preparate il bonet il giorno prima di servirlo : il riposo in frigorifero migliora notevolmente la consistenza el’armonia dei sapori.

Abbinamento con vini dolci piemontesi

Il bonet si accompagna tradizionalmente con i grandi vini dolci del Piemonte. Un Moscato d’Asti fresco e aromatico bilancia perfettamente la ricchezza del cioccolato e del caramello. Per chi preferisce sapori più strutturati, un Barolo Chinato, vino liquoroso aromatizzato con china e spezie, crea un abbinamento sofisticato e molto piemontese. In alternativa, un bicchierino di grappa invecchiata o di amaro alle erbe alpine completa il pasto con eleganza. Per i più giovani o chi non beve alcolici, un caffè espresso forte rappresenta l’accompagnamento ideale, secondo la migliore tradizione italiana del dopocena.

Informazione in più

Il bonet affonda le sue radici nella cucina contadina piemontese del XVIII secolo, quando le famiglie rurali cercavano modi creativi per utilizzare ingredienti semplici come uova, latte e cacao. Il nome deriva dal termine piemontese che indica il copricapo, probabilmente per la forma a cupola dello stampo tradizionale. Originariamente preparato nelle cascine delle Langhe e del Monferrato, questo dolce è diventato simbolo dell’identità gastronomica regionale. La presenza degli amaretti, biscotti tipici piemontesi a base di mandorle amare, conferisce al dessert quel caratteristico retrogusto leggermente amarognolo che lo distingue da altri budini al cioccolato. Ogni famiglia piemontese custodisce gelosamente la propria versione della ricetta, tramandata di generazione in generazione con piccole variazioni personali. Oggi il bonet è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte e figura nei menu dei migliori ristoranti della regione accanto ai grandi classi della cucina italiana.

Stampa

×
Gruppo WhatsApp