Frappe senza glutine: croccanti e leggere, con la piega a libro per le bolle

Frappe (chiacchiere) senza glutine: croccanti e leggere, con la piega a libro per le bolle

Le frappe, conosciute anche come chiacchiere, rappresentano uno dei dolci di carnevale più amati della tradizione italiana. Croccanti, leggere e irresistibilmente friabili, queste delizie dorate conquistano ogni palato. La versione senza glutine che vi proponiamo oggi mantiene intatta tutta la bontà dell’originale, garantendo quella caratteristica croccantezza che le rende così speciali. Il segreto per ottenere le bolle tipiche che le rendono ancora più leggere risiede in una tecnica particolare: la piega a libro, un metodo tradizionale che permette di intrappolare l’aria nell’impasto durante la frittura. Questa ricetta è perfetta per chi soffre di intolleranza al glutine ma non vuole rinunciare al piacere di gustare un dolce tradizionale fatto in casa.

40

20

medio

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione dell’impasto base

In una ciotola capiente, mescolate la farina senza glutine con la gomma di xantano (un addensante naturale che sostituisce l’elasticità del glutine) e il pizzico di sale. Questo passaggio è fondamentale per distribuire uniformemente gli ingredienti secchi. Fate una fontana al centro e aggiungete le uova leggermente sbattute, lo zucchero, il burro morbido a temperatura ambiente, la grappa e la scorza di limone grattugiata. Iniziate a impastare dal centro verso l’esterno, incorporando gradualmente la farina fino ad ottenere un composto omogeneo.

2. Lavorazione dell’impasto

Trasferite l’impasto su un piano di lavoro e lavoratelo energicamente per circa 10 minuti. L’impasto senza glutine richiede una lavorazione più delicata rispetto a quello tradizionale, ma deve comunque risultare liscio ed elastico grazie alla gomma di xantano. Se dovesse risultare troppo appiccicoso, aggiungete un cucchiaio di farina senza glutine alla volta. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Questo riposo permette agli ingredienti di amalgamarsi perfettamente.

3. Stesura della sfoglia con la tecnica della piega

Dividete l’impasto in 4 porzioni per lavorarlo più facilmente. Stendete ogni porzione con il matterello fino ad ottenere una sfoglia molto sottile, circa 2 millimetri di spessore. Ora applicate la piega a libro: piegate la sfoglia su se stessa come un libro, ripassate leggermente il matterello, poi riapritela. Ripetete questa operazione 2-3 volte. Questa tecnica crea degli strati d’aria che, durante la frittura, si espanderanno formando le caratteristiche bolle che rendono le frappe ancora più croccanti e leggere.

4. Taglio delle frappe

Con la rotella tagliapasta (uno strumento con lama dentata che permette di ottenere bordi decorativi), tagliate la sfoglia in rettangoli di circa 10 centimetri per 5 centimetri. Per un tocco tradizionale, praticate due tagli paralleli al centro di ogni rettangolo. Potete anche variare le forme secondo la tradizione della vostra regione: alcuni preferiscono forme più larghe, altri più strette e allungate.

5. Preparazione dell’olio per la frittura

Versate l’olio di semi in una pentola alta o nella friggitrice, riempiendo per circa un terzo della capacità. Portate l’olio alla temperatura di 170-175 gradi centigradi. Utilizzate un termometro da cucina per controllare con precisione: è fondamentale che la temperatura sia costante. Se l’olio è troppo caldo, le frappe si bruciano esternamente rimanendo crude all’interno; se è troppo freddo, assorbiranno troppo olio risultando unte e pesanti.

6. Frittura delle frappe

Immergete delicatamente le frappe nell’olio caldo, poche alla volta per non abbassare la temperatura. Durante la frittura, vedrete formarsi le bolle caratteristiche grazie alla piega a libro effettuata in precedenza. Giratele con una schiumarola dopo circa 30 secondi, quando il lato immerso sarà dorato. Friggete l’altro lato per altri 30 secondi. Le frappe devono risultare di un bel colore dorato uniforme. Scolatele con la schiumarola e adagiatele su carta assorbente da cucina per eliminare l’olio in eccesso.

7. Finitura e decorazione

Lasciate raffreddare completamente le frappe prima di spolverizzarle con abbondante zucchero a velo. Questo passaggio è importante perché se le spolverizzate ancora calde, lo zucchero si scioglierà. Per una copertura uniforme, utilizzate un colino a maglia fine e distribuite lo zucchero a velo con movimenti delicati. Le frappe senza glutine sono pronte per essere gustate, mantenendo tutta la loro croccantezza per diversi giorni se conservate in un contenitore ermetico.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per verificare se l’olio ha raggiunto la temperatura giusta senza termometro, immergete un pezzetto di impasto: se risale subito in superficie circondato da bollicine vivaci, l’olio è pronto. Un altro segreto per frappe ancora più leggere è aggiungere mezzo cucchiaino di lievito per dolci all’impasto. Se l’impasto senza glutine risulta difficile da stendere, potete stenderlo tra due fogli di carta da forno leggermente infarinata. Per un aroma diverso, sostituite la scorza di limone con quella di arancia o aggiungete mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia.

Abbinamento perfetto per il carnevale

Le frappe, essendo dolci fritti e zuccherati, si abbinano perfettamente con bevande che contrastano la dolcezza. Un moscato d’Asti leggermente frizzante rappresenta la scelta ideale per chi desidera un abbinamento tradizionale: la sua dolcezza delicata e le bollicine puliscono il palato dalla sensazione untuosa. Per chi preferisce qualcosa di diverso, un tè earl grey caldo con le sue note agrumate bilancia perfettamente la ricchezza del dolce. I più golosi apprezzeranno un bicchiere di vin santo toscano, perfetto per inzuppare leggermente le frappe. Per i bambini o chi non beve alcolici, una cioccolata calda densa o un caffè macchiato rappresentano alternative deliziose.

Informazione in più

Le frappe sono uno dei dolci di carnevale più diffusi in Italia, anche se cambiano nome a seconda della regione: chiacchiere in Lombardia e Piemonte, cenci in Toscana, bugie in Liguria, galani in Veneto, frappe nel Lazio. La loro origine risale all’antica Roma, quando durante i Saturnalia si preparavano dolci fritti chiamati frictilia. La tradizione di consumarle durante il carnevale si è consolidata nel Medioevo, quando rappresentavano uno degli ultimi piaceri prima del periodo di astinenza della Quaresima. La forma rettangolare e sottile ricorda antichi nastri o strisce di stoffa, da cui deriva il nome chiacchiere, perché sottili come le chiacchiere delle comari. La versione senza glutine è relativamente recente ma ha conquistato rapidamente popolarità, permettendo a tutti di godere di questa tradizione. Ogni famiglia italiana custodisce gelosamente la propria ricetta, tramandata di generazione in generazione, con piccole variazioni che la rendono unica.

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