Occorre il caffè per fare la bevanda calda vintage chiamata Calimero. Videoricetta

Occorre il caffè per fare la bevanda calda vintage chiamata Calimero. Videoricetta

In un’epoca in cui il caffè si declina in mille versioni gourmet e le bevande vegetali spopolano, c’è un piacere sottile nel riscoprire i classici, quelle coccole liquide che hanno segnato l’immaginario collettivo di intere generazioni. Tra queste gemme dimenticate, emerge con prepotenza il Calimero, una bevanda calda che evoca istantaneamente il tepore dei bar italiani degli anni ’70 e ’80, le domeniche pomeriggio invernali e le chiacchiere spensierate. Il suo nome, preso in prestito dal celebre pulcino nero della televisione, non è casuale: il contrasto cromatico tra il caffè scuro e la crema chiara ricorda proprio il personaggio con il suo guscio d’uovo in testa.

Ma cos’è esattamente il Calimero? È un abbraccio avvolgente, un dessert al cucchiaio che si beve, un equilibrio perfetto tra l’amaro del caffè espresso, la dolcezza cremosa e alcolica del Vov, un liquore a base di zabaione, e la voluttuosa morbidezza della panna montata. Prepararlo in casa significa non solo gustare una delizia, ma anche fare un vero e proprio viaggio nel tempo, un’operazione nostalgia che scalda il cuore prima ancora del palato. Questa non è solo una ricetta, ma un invito a rallentare, a concedersi un momento di puro comfort e a condividere un pezzo di storia del costume italiano. Seguiteci in questa preparazione passo dopo passo: vi sveleremo tutti i segreti per realizzare un Calimero a regola d’arte, così buono da farvi esclamare, proprio come il famoso pulcino: “È un’ingiustizia però!”… che sia già finito.

10 minutes

5 minutes

facile

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. La preparazione del caffè, la nostra base intensa

Il primo passo per un Calimero perfetto è la base: un caffè espresso eccellente. Utilizzate la vostra moka o la macchina per espresso per preparare quattro caffè belli carichi e intensi. La qualità del caffè è fondamentale, poiché il suo aroma robusto dovrà bilanciare la dolcezza degli altri ingredienti. Se vi piace un gusto più dolce, potete zuccherare leggermente il caffè mentre è ancora caldo, mescolando bene per far sciogliere completamente lo zucchero. Una volta pronti, tenete i caffè da parte, ma assicuratevi che rimangano caldi. Questo è il cuore scuro e pulsante della nostra bevanda, il fondamento su cui costruiremo la nostra piccola opera d’arte liquida.

2. Il cuore cremoso: scaldare il liquore allo zabaione

Adesso passiamo all’anima del nostro Calimero: il liquore allo zabaione. Versate i 160 ml di Vov in un pentolino dal fondo spesso. È importante usare un fondo spesso per distribuire il calore in modo uniforme ed evitare che il liquore si attacchi o si bruci. Scaldatelo a fuoco molto basso, quasi al minimo. Non deve assolutamente bollire, ma solo diventare piacevolmente caldo, quasi tiepido. L’obiettivo è intiepidire la sua consistenza cremosa e sprigionare il suo profumo avvolgente di uova e vaniglia, senza far evaporare la parte alcolica. Mescolate dolcemente con un cucchiaio di legno o una spatola in silicone. Quando avrà raggiunto la temperatura desiderata, toglietelo dal fuoco. Questo passaggio è cruciale per garantire che la bevanda finale sia un comfort drink caldo e omogeneo.

3. L’assemblaggio: creare la magia strato dopo strato

Siamo arrivati al momento più scenografico. Prendete quattro bicchieri o tazze resistenti al calore, preferibilmente di vetro per poter ammirare gli strati. Versate in ciascun bicchiere circa 40 ml di liquore Vov caldo, creando la prima base dolce e dorata. Ora, con molta delicatezza, versate un caffè espresso in ogni bicchiere. Per creare una stratificazione perfetta e non mescolare subito i liquidi, vi svelo un trucco da bartender: fate scivolare il caffè sul dorso di un cucchiaino tenuto appena sopra la superficie del liquore. Vedrete il caffè, più leggero, posarsi delicatamente sopra il Vov. È un piccolo gesto che fa una grande differenza estetica, trasformando una semplice bevanda in una piccola creazione da ammirare.

4. Il tocco finale: la nuvola di panna e il cacao

Nessun Calimero è completo senza il suo iconico ciuffo bianco. Se usate la panna spray, agitate bene la bomboletta e create un generoso ciuffo di panna montata sulla superficie di ogni bevanda. Se invece preferite montarla voi, utilizzate la panna UHT ben fredda di frigorifero e un montalatte elettrico o delle fruste, fino a ottenere una consistenza soda e spumosa, in gergo tecnico si dice montata a neve ferma, ovvero così compatta che capovolgendo la ciotola non cadrà. Adagiate delicatamente la panna sul caffè con un cucchiaio. Per concludere, prendete un colino a maglie fini e spolverizzate un velo di cacao amaro in polvere sulla panna. Questo non solo aggiunge un tocco di eleganza, ma fornisce anche una nota amara che contrasta magnificamente con la dolcezza della panna e del liquore. Il vostro Calimero è pronto per essere servito immediatamente, ben caldo.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per una versione ancora più golosa e aromatica, potete aggiungere un pizzico di cannella in polvere o di noce moscata al cacao prima di spolverizzarlo sulla panna. Se invece desiderate un tocco alcolico più deciso, aggiungete un cucchiaino di brandy o di rum scuro nel pentolino insieme al Vov mentre lo scaldate. Infine, per un effetto ‘wow’ garantito, provate a scaldare leggermente anche i bicchieri prima di versare gli ingredienti: basterà riempirli con acqua calda per un minuto e poi asciugarli. In questo modo, il vostro Calimero manterrà la sua temperatura ideale più a lungo.

Con cosa accompagnare il Calimero?

Il Calimero è una bevanda-dessert già ricca e completa di per sé. Tuttavia, per esaltare l’esperienza e aggiungere una piacevole nota croccante, l’abbinamento perfetto è con della biscotteria secca e non troppo dolce. Scegliete dei biscotti semplici che possano essere inzuppati senza sfaldarsi e che non coprano i sapori delicati della bevanda. Le lingue di gatto, con la loro consistenza friabile e il gusto di burro, sono una scelta classica ed elegante. In alternativa, i cantucci toscani alle mandorle, meno dolci rispetto ad altri biscotti, offrono un contrasto di consistenze meraviglioso. Evitate biscotti farciti o molto cioccolatosi, che renderebbero il tutto eccessivamente stucchevole.

Il Calimero, un pulcino alla conquista dei bar

La storia del Calimero è un affascinante spaccato della cultura popolare italiana. Il suo nome deriva direttamente da Calimero, il celebre personaggio dei Caroselli degli anni ’60, un pulcino piccolo e nero con solo la parte superiore del guscio d’uovo in testa, famoso per la sua frase tormentone “Tutti ce l’hanno con me perché sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però!”. La bevanda nasce negli anni ’70, periodo d’oro dei bar italiani, soprattutto quelli situati nelle località sciistiche delle Alpi.

Dopo una giornata passata al freddo sulle piste da sci, sciatori e turisti cercavano qualcosa di caldo, corroborante e goloso. Fu così che qualche barista geniale ebbe l’idea di unire il bombardino, un’altra bevanda a base di zabaione e brandy, con il caffè, creando una versione più ‘leggera’ e meno alcolica. Il nome fu un’intuizione perfetta: il colore scuro del caffè sormontato dal ciuffo bianco della panna ricordava in modo inconfondibile la testa del pulcino. Il Calimero divenne rapidamente un simbolo di convivialità e di comfort, un piccolo lusso accessibile a tutti, perfetto per concludere un pasto o per una pausa pomeridiana rigenerante. Ancora oggi, ordinarlo è un modo per riscoprire un sapore autentico e un pezzo di storia italiana.

Stampa

×
Gruppo WhatsApp