Pici toscani al ragù di chianina: la ricetta senese di primavera che si prepara in 40 minuti

Pici toscani al ragù di chianina: la ricetta senese di primavera che si prepara in 40 minuti

Nel cuore della Toscana, la tradizione culinaria senese celebra l’arrivo della primavera con un piatto che incarna l’essenza della cucina regionale: i pici al ragù di chianina. Questa pasta fresca tipica, spessa e irregolare, si sposa perfettamente con un ragù preparato con la pregiata carne di razza chianina, simbolo dell’eccellenza zootecnica toscana. La ricetta primaverile che presentiamo oggi si distingue per la sua realizzazione rapida, appena 40 minuti dal primo gesto in cucina fino al momento di portare in tavola un piatto ricco di sapore e tradizione. I pici senesi rappresentano una delle paste fresche più antiche della regione, caratterizzati da una forma allungata che ricorda grossi spaghetti fatti a mano. Il ragù di chianina, preparato secondo la tradizione primaverile, si arricchisce di aromi freschi e verdure di stagione che alleggeriscono la preparazione rispetto alla versione invernale più corposa. Questa ricetta conquista per la sua semplicità apparente e per la capacità di valorizzare ingredienti di altissima qualità in un tempo contenuto, perfetta per chi desidera portare in tavola un piatto autentico senza passare ore ai fornelli.

20

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medio

€€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1.

Preparate il soffritto tradizionale toscano tritando finemente la cipolla, la carota e il sedano. Il soffritto è la base aromatica fondamentale della cucina italiana, ottenuta cuocendo lentamente verdure tritate in olio. Versate l’olio extravergine d’oliva in una padella larga e fate scaldare a fuoco medio. Aggiungete le verdure tritate e fatele appassire dolcemente per circa 5 minuti, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Il soffritto deve diventare morbido e traslucido senza prendere colore, rilasciando tutti i suoi aromi delicati.

2.

Aumentate leggermente il fuoco e unite la carne macinata di chianina nella padella. Rompete bene la carne con il mestolo di legno per evitare che si formino grumi, distribuendola uniformemente sul fondo della padella. Fate rosolare la carne per 3-4 minuti, girandola frequentemente fino a quando non avrà perso il colore rosso iniziale e si sarà leggermente dorata in superficie. Questa fase è importante per sviluppare i sapori attraverso la reazione di Maillard, processo chimico che conferisce sapore e colore agli alimenti proteici durante la cottura ad alte temperature.

3.

Sfumate con il vino rosso toscano versandolo direttamente sulla carne. Alzate la fiamma e lasciate evaporare completamente l’alcol per circa 2 minuti, mescolando continuamente. Il vino deve ridursi quasi completamente, lasciando solo il suo aroma caratteristico che arricchisce il ragù. Aggiungete le foglie di alloro che doneranno una nota aromatica tipica della tradizione senese.

4.

Versate la passata di pomodoro nel ragù e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Aggiustate di sale e pepe nero macinato al momento secondo il vostro gusto. Abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere il ragù per 12-15 minuti, mescolando occasionalmente. Il sugo deve addensarsi leggermente e i sapori devono fondersi armoniosamente. Se necessario, aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda per mantenere la giusta consistenza cremosa.

5.

Mentre il ragù cuoce, portate a ebollizione abbondante acqua salata in una pentola capiente. Calcolate circa 1 litro d’acqua ogni 100 grammi di pasta e salate generosamente quando l’acqua bolle. Immergete i pici freschi nell’acqua bollente e cuoceteli seguendo i tempi indicati sulla confezione, solitamente 4-6 minuti per i pici freschi. I pici devono risultare al dente, mantenendo una consistenza leggermente soda al morso che è caratteristica di questa pasta tradizionale.

6.

Scolate i pici conservando un mestolo di acqua di cottura. Versateli direttamente nella padella con il ragù di chianina ancora sul fuoco. Mantecate energicamente per 1-2 minuti, aggiungendo gradualmente l’acqua di cottura riservata se necessario per rendere il condimento più cremoso e aderente alla pasta. La mantecatura è la tecnica che permette di legare perfettamente pasta e condimento, creando un’emulsione cremosa. Togliete dal fuoco e aggiungete metà del parmigiano grattugiato, mescolando ancora una volta.

7.

Impiattate immediatamente i pici al ragù di chianina distribuendoli nei piatti fondi preriscaldati. Completate con il parmigiano reggiano grattugiato rimanente spolverizzato generosamente sulla superficie e, se gradite, una macinata di pepe nero fresco. Servite subito fumanti per apprezzare al meglio la consistenza dei pici e il profumo intenso del ragù appena preparato.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per ottenere un ragù ancora più saporito, potete prepararlo con qualche ora di anticipo: i sapori si amalgameranno meglio durante il riposo. In questo caso, riscaldatelo dolcemente prima di mantecare i pici, aggiungendo un filo d’olio extravergine per ravvivare la lucentezza. Se non trovate i pici freschi, potete sostituirli con pici secchi aumentando il tempo di cottura a 10-12 minuti. Un segreto dei cuochi senesi consiste nell’aggiungere una piccola scorza di limone biologico durante la cottura del ragù, da rimuovere prima di servire: dona una nota fresca primaverile impercettibile ma raffinata. Conservate sempre un po’ di acqua di cottura della pasta: è ricca di amido e rappresenta il segreto per una mantecatura perfetta che lega il condimento ai pici creando quella cremosità tipica della cucina toscana autentica.

Abbinamenti enologici per esaltare i sapori toscani

I pici al ragù di chianina richiedono un vino rosso toscano di carattere che sappia reggere la struttura della carne pregiata senza sovrastarla. Il Chianti Classico DOCG rappresenta l’abbinamento più tradizionale e armonioso, con i suoi tannini morbidi e le note fruttate che esaltano il sapore della chianina. In alternativa, un Rosso di Montalcino offre eleganza e persistenza, mentre un Morellino di Scansano più giovane e fruttato si adatta perfettamente alla versione primaverile più leggera di questo ragù. Servite il vino a una temperatura di 16-18 gradi in calici ampi che permettano di apprezzare il bouquet aromatico. Per chi preferisce un abbinamento più audace, un Nobile di Montepulciano DOCG con la sua struttura importante crea un contrasto interessante valorizzando ogni boccone.

Informazione in più

La chianina è una razza bovina autoctona della Val di Chiana, tra Toscana e Umbria, considerata una delle più antiche al mondo e celebrata già dagli antichi romani. Questa carne è caratterizzata da una magrezza eccezionale, un colore rosso intenso e un sapore delicato ma distintivo che la rende perfetta per ragù raffinati. I pici, chiamati anche pinci in alcune zone del senese, sono una pasta fresca povera tradizionalmente preparata solo con farina e acqua, senza uova, stesa a mano fino a ottenere cordoni irregolari e spessi. La loro origine risale probabilmente all’epoca etrusca, quando venivano preparati dalle famiglie contadine come piatto sostanzioso e economico. La versione primaverile del ragù di chianina si distingue da quella invernale per l’uso di verdure più fresche e delicate, una cottura più breve e l’assenza di concentrato di pomodoro, privilegiando la passata fresca. Questo piatto rappresenta l’essenza della cucina senese: ingredienti semplici di altissima qualità, tecniche tramandate da generazioni e un rispetto profondo per i sapori autentici del territorio.

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