Tirulën: la ricetta dei biscotti alle nocciole tipici di Isola d’Asti

Tirulën: la ricetta dei biscotti alle nocciole tipici di Isola d’Asti

Nel cuore pulsante del Piemonte, tra le dolci colline che disegnano il paesaggio di Isola d’Asti, nasce un biscotto che è più di un semplice dolce: è un racconto di tradizione, un inno alla semplicità e un omaggio al tesoro più prezioso di questa terra, la nocciola. Parliamo dei Tirulën, piccole gemme di pasticceria secca la cui ricetta si tramanda di generazione in generazione, quasi sussurrata per non disperderne la magia. Prepararli in casa significa invitare nella propria cucina il profumo intenso delle nocciole tostate, un aroma che avvolge e conforta, capace di trasformare un pomeriggio qualunque in un momento di pura celebrazione del gusto. Questa non è solo una ricetta, ma un viaggio sensoriale nelle campagne astigiane, un’esperienza che vi guiderà, passo dopo passo, alla creazione di biscotti friabili e incredibilmente saporiti. Indossate il grembiule, apriamo insieme le porte della nostra pasticceria casalinga e lasciamoci conquistare da un classico senza tempo della cucina italiana.

25 minuti

15 minuti

facile

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione della farina di nocciole

Il primo segreto per dei Tirulën perfetti risiede nella qualità della base. Iniziate inserendo le nocciole Piemonte IGP, già tostate e private della loro pellicina, in un mixer potente. Aggiungete due o tre cucchiai dello zucchero totale previsto dalla ricetta. Questo piccolo trucco impedirà alle nocciole di rilasciare il loro olio durante la macinatura, evitando che si trasformino in una pasta. Frullate a intermittenza, con brevi scatti, fino a ottenere una polvere fine e profumata, simile a una farina. Siate pazienti: una macinatura troppo aggressiva e prolungata comprometterebbe il risultato. Una volta pronta, tenete da parte questa preziosa farina di nocciole.

2. Creazione degli impasti secco e umido

In una ciotola capiente, setacciate la farina 00 insieme al lievito in polvere e al pizzico di sale. Aggiungete la farina di nocciole appena preparata e mescolate bene con una frusta a mano per amalgamare tutte le polveri. Questo passaggio, chiamato miscelazione delle polveri, è fondamentale per garantire una distribuzione omogenea degli ingredienti e una lievitazione uniforme dei biscotti. In un’altra ciotola, preferibilmente quella di una planetaria munita di frusta a foglia (o K), lavorate il burro morbido, a temperatura ambiente, con lo zucchero rimanente e la scorza di limone grattugiata. Dovete ottenere un composto chiaro, spumoso e leggero. Questo processo si chiama montare a crema e serve a incorporare aria nell’impasto, rendendo i biscotti più friabili.

3. Unione degli impasti

Sempre con le fruste in azione a bassa velocità, incorporate al composto di burro e zucchero le uova, una alla volta. È cruciale attendere che il primo uovo sia stato completamente assorbito prima di aggiungere il secondo. Questo eviterà che il composto si ‘stracci’, ovvero che la parte grassa (il burro) si separi da quella liquida (le uova). Una volta ottenuto un composto liscio e omogeneo, è il momento di unire le due preparazioni. Versate il mix di farine e nocciole nella ciotola con la crema di burro e uova. Mescolate delicatamente con una spatola, con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Fermatevi non appena gli ingredienti secchi saranno stati assorbiti: un impasto lavorato eccessivamente diventerebbe duro in cottura.

4. Formatura e cottura dei Tirulën

Preriscaldate il forno a 180°C in modalità statica. Foderate due teglie con carta da forno. Trasferite l’impasto, che avrà una consistenza morbida e cremosa, in una sac à poche munita di una bocchetta liscia con un diametro di circa 1 cm. Formate dei piccoli mucchietti di impasto ben distanziati tra loro sulle teglie, poiché in cottura tenderanno ad allargarsi leggermente. Cercate di farli tutti della stessa dimensione per garantire una cottura uniforme. Infornate una teglia alla volta nel ripiano centrale del forno per circa 12-15 minuti. I Tirulën saranno pronti quando i bordi appariranno leggermente dorati e la superficie risulterà opaca. Non preoccupatevi se al tatto sembrano ancora morbidi al centro: si solidificheranno raffreddandosi.

5. Il riposo: un passaggio cruciale

Una volta sfornati, lasciate riposare i biscotti sulla teglia per un paio di minuti, giusto il tempo che prendano un po’ di consistenza. Poi, con l’aiuto di una spatola piatta, trasferiteli con delicatezza su una gratella per dolci. Lasciateli raffreddare completamente all’aria. Questo passaggio è fondamentale: permette all’umidità di evaporare e ai biscotti di raggiungere la loro caratteristica friabilità. Resistere alla tentazione di assaggiarli caldi è difficile, ma la vostra pazienza sarà premiata con una consistenza perfetta.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per conservare i vostri Tirulën al meglio, attendete che siano completamente freddi e riponeteli in una scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica. Manterranno la loro fragranza e friabilità per oltre una settimana. Se volete aggiungere un tocco personale, potete arricchire l’impasto con un cucchiaino di estratto di vaniglia o una punta di cannella in polvere per un profumo ancora più avvolgente.

L’abbinamento perfetto: Moscato d’Asti DOCG

Per esaltare la dolcezza e l’aroma intenso di nocciola dei Tirulën, non c’è compagno migliore di un calice di Moscato d’Asti DOCG. Questo vino bianco dolce, leggermente frizzante e dal basso tenore alcolico, è un’eccellenza dello stesso territorio. Le sue note aromatiche di salvia, pesca bianca e fiori d’acacia, unite a una freschezza vibrante, puliscono il palato e bilanciano la ricchezza del biscotto, creando un’armonia di sapori indimenticabile. Servitelo fresco, a una temperatura di circa 6-8°C, in coppe da spumante per apprezzarne al meglio il delicato perlage. In alternativa, per una pausa caffè, sono squisiti accompagnati da un espresso intenso o da un cremoso cappuccino.

Informazione in più

I Tirulën non sono solo biscotti, ma un pezzo di storia gastronomica del Monferrato Astigiano. Il loro nome, che in dialetto piemontese significa ‘trucioli’, evoca forse la loro forma rustica e irregolare, simile ai riccioli di legno prodotti dalla pialla del falegname. Nascono dalla tradizione contadina, dove i dolci erano semplici, preparati con le poche ma eccellenti materie prime a disposizione: le uova del pollaio, il burro di cascina e, soprattutto, le preziose nocciole ‘Tonda Gentile delle Langhe’, oggi conosciute come Nocciola Piemonte IGP, considerate le migliori al mondo per il loro profumo, il loro sapore e la loro ottima conservabilità. Ogni famiglia di Isola d’Asti e dintorni custodisce la propria piccola variante della ricetta, un’eredità di gusto da proteggere e condividere durante le feste e le occasioni speciali.

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