Torta Pasqualina con 7 strati di sfoglia: la ricetta genovese originale passo dopo passo

Torta Pasqualina con 7 strati di sfoglia: la ricetta genovese originale passo dopo passo

La torta pasqualina rappresenta uno dei simboli più autentici della tradizione gastronomica ligure. Questo capolavoro della cucina genovese si distingue per la sua struttura unica: sette strati di sfoglia sottilissima che racchiudono un ripieno cremoso a base di bietole, ricotta e uova. Nata nel capoluogo ligure come piatto pasquale per eccellenza, questa torta salata ha conquistato nei secoli le tavole di tutta Italia. La preparazione richiede pazienza e dedizione, ma il risultato finale ripaga ogni sforzo con una consistenza croccante all’esterno e morbida all’interno. Ogni strato di sfoglia viene lavorato a mano fino a raggiungere una trasparenza quasi perfetta, secondo la ricetta tramandata dalle nonne genovesi. Il numero sette non è casuale: rappresenta i sette dolori della Madonna secondo la tradizione cristiana. Oggi scopriremo insieme come realizzare questa specialità ligure seguendo il metodo originale, passo dopo passo, per portare in tavola un pezzo di storia culinaria italiana.

90

50

difficile

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione della sfoglia

In una ciotola capiente versate la farina setacciata formando una fontana. Al centro aggiungete l’acqua tiepida, 60 millilitri di olio extravergine di oliva e il sale fino. Cominciate a impastare con le mani, lavorando gli ingredienti dal centro verso l’esterno. Continuate a impastare energicamente per circa 15 minuti fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, ovvero morbido al tatto e che non si appiccica alle dita. Dividete l’impasto in 7 panetti uguali di circa 100 grammi ciascuno. Formate delle palline perfette e spennellatele con olio d’oliva. Coprite con un canovaccio umido e lasciate riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente.

2. Preparazione del ripieno

Portate a ebollizione una pentola capiente con abbondante acqua salata. Lavate accuratamente le bietole sotto acqua corrente fredda. Eliminate le coste più dure e tagliate le foglie grossolanamente. Immergete le bietole nell’acqua bollente e cuocete per 5 minuti. Scolatele e raffreddate immediatamente sotto acqua fredda per bloccare la cottura. Strizzate energicamente le bietole con le mani per eliminare tutta l’acqua in eccesso. Tritate finemente con il coltello. In una ciotola mescolate la ricotta con il parmigiano grattugiato, le bietole tritate, la maggiorana, una grattugiata di noce moscata, sale e pepe. Amalgamate bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso.

3. Stesura della sfoglia

Questa è la fase più delicata della ricetta. Prendete il primo panetto e stendetelo con il mattarello su una superficie leggermente infarinata. Lavorate con movimenti delicati partendo dal centro verso l’esterno. La sfoglia deve diventare sottilissima e quasi trasparente, tanto da poter leggere un giornale attraverso di essa. La tradizione genovese vuole che si riesca a vedere la mano dall’altro lato. Ripetete questa operazione con tutti e 7 i panetti. Ogni sfoglia deve avere un diametro di circa 35 centimetri per coprire bene la tortiera.

4. Assemblaggio della torta

Imburrate generosamente la tortiera di 28 centimetri di diametro. Spennellate ogni sfoglia con olio extravergine di oliva. Adagiate la prima sfoglia nella tortiera facendola aderire bene al fondo e alle pareti, lasciando fuoriuscire i bordi. Sovrapponete la seconda e la terza sfoglia allo stesso modo, sempre spennellando con olio. Sulla terza sfoglia distribuite metà del composto di bietole e ricotta. Livellate bene con il dorso di un cucchiaio. Con il dorso di un cucchiaio create 4 piccole cavità nel ripieno. Rompete delicatamente 4 uova intere in queste cavità, facendo attenzione a non rompere i tuorli.

5. Completamento degli strati

Coprite con la quarta sfoglia, sempre spennellata d’olio. Distribuite il rimanente composto di bietole e ricotta. Create altre 4 cavità e adagiate le restanti 4 uova intere. I tuorli devono rimanere integri per un effetto scenografico al taglio. Coprite con la quinta, sesta e settima sfoglia, spennellando sempre ogni strato con olio d’oliva. Ripiegate i bordi delle sfoglie verso l’interno, creando un bordino decorativo. Spennellate la superficie con l’ultimo uovo sbattuto per ottenere una doratura uniforme. Con uno stuzzicadenti praticate alcuni forellini sulla superficie per permettere al vapore di fuoriuscire durante la cottura.

6. Cottura finale

Preriscaldate il forno a 180 gradi in modalità statica. Infornate la torta pasqualina nel ripiano centrale del forno. Cuocete per 50 minuti fino a quando la superficie risulterà dorata e croccante. Durante la cottura non aprite il forno per evitare sbalzi di temperatura che potrebbero compromettere la sfoglia. Controllate la doratura negli ultimi 10 minuti: se la superficie dovesse colorarsi troppo velocemente, coprite con un foglio di carta da forno. Sfornate e lasciate riposare la torta per almeno 15 minuti prima di tagliarla. Questo riposo permetterà al ripieno di assestarsi e renderà il taglio più netto.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per ottenere una sfoglia perfettamente trasparente, il segreto sta nella temperatura dell’impasto: deve essere a temperatura ambiente e ben riposato. Se l’impasto si ritira durante la stesura, lasciatelo riposare altri 10 minuti coperto. Un trucco delle nonne genovesi consiste nell’aggiungere un cucchiaio di vino bianco all’impasto per renderlo ancora più elastico. Per verificare lo spessore giusto della sfoglia, provate a sollevarla delicatamente: deve essere così sottile da vedere le dita attraverso. Se si rompe durante la stesura, sovrapponete i lembi e continuate a stendere. Potete preparare le sfoglie in anticipo e conservarle tra due fogli di carta da forno leggermente oleati.

Abbinamenti enologici per la torta pasqualina

La torta pasqualina richiede un vino bianco ligure che ne esalti i sapori delicati senza coprirli. Il Vermentino dei Colli di Luni rappresenta la scelta più tradizionale e autentica: questo vino bianco secco, fresco e leggermente sapido si sposa perfettamente con la ricotta e le bietole. In alternativa, un Pigato di Albenga con la sua struttura più corposa e le note floreali accompagna egregiamente la torta. Per chi preferisce un’opzione più delicata, un Bianchetta Genovese giovane e fruttato risulta ideale. Servite il vino a una temperatura di 10-12 gradi per apprezzarne al meglio le caratteristiche organolettiche.

Informazione in più

La torta pasqualina affonda le sue radici nel Medioevo genovese, quando le corporazioni dei fornai preparavano elaborate torte salate per le festività religiose. Il nome deriva da Pasqua, periodo in cui veniva tradizionalmente consumata dopo il digiuno quaresimale. I sette strati di sfoglia simboleggiano i sette dolori della Vergine Maria secondo la tradizione cattolica. Originariamente la ricetta prevedeva l’utilizzo della borragine, erba spontanea tipica della Liguria, al posto delle bietole. Nel corso dei secoli la torta è diventata simbolo dell’abilità culinaria delle massaie genovesi. La preparazione veniva tramandata di madre in figlia come rito di passaggio. Oggi la torta pasqualina è riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale ligure e viene preparata tutto l’anno, non solo a Pasqua.

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