Torta Pasqualina genovese senza sfoglia, la versione veloce di Benedetta Rossi pronta in 40 minuti

Torta Pasqualina genovese senza sfoglia, la versione veloce di Benedetta Rossi pronta in 40 minuti

La torta pasqualina rappresenta uno dei simboli della tradizione culinaria ligure, un piatto che affonda le sue radici nella celebrazione della Pasqua ma che merita di essere gustato tutto l’anno. Questa versione senza sfoglia, proposta dalla celebre food blogger Benedetta Rossi, rivoluziona la ricetta classica eliminando la laboriosa preparazione della pasta sfoglia e riducendo drasticamente i tempi di realizzazione. In soli 40 minuti, potrete portare in tavola una torta salata cremosa, ricca di verdure e formaggi, perfetta per un pranzo veloce o una cena leggera. Questa interpretazione moderna mantiene intatto il sapore autentico della tradizione genovese, sostituendo le numerose sfoglie con una base più semplice che non sacrifica il gusto. La versatilità di questa preparazione la rende ideale per chi desidera stupire gli ospiti senza trascorrere ore ai fornelli, dimostrando che la cucina italiana può essere tanto rapida quanto deliziosa.

20

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facile

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione delle bietole

Lavate accuratamente le bietole sotto acqua corrente fredda, eliminando eventuali residui di terra. Separate le foglie dai gambi più duri, che potrete conservare per altre preparazioni. Portate a ebollizione una pentola capiente con acqua leggermente salata e tuffatevi le bietole. Lasciatele cuocere per circa 5 minuti, giusto il tempo necessario per ammorbidirle. Una volta cotte, scolatele con cura utilizzando uno scolapasta e lasciatele raffreddare leggermente. Quando saranno tiepide, strizzatele energicamente con le mani per eliminare l’acqua in eccesso: questo passaggio è fondamentale per evitare che la torta risulti troppo umida. Tritate grossolanamente le bietole con un coltello e mettetele da parte in una ciotola.

2. Preparazione del soffritto

In una padella antiaderente, versate due cucchiai di olio extravergine di oliva e fatelo scaldare a fuoco medio. Pelate la cipolla e tritatela finemente, poi sbucciate lo spicchio d’aglio e schiacciatelo leggermente con il dorso di un coltello. Aggiungete cipolla e aglio nell’olio caldo e fateli rosolare dolcemente per circa 3 minuti, mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno. Il soffritto deve diventare trasparente e profumato, ma non deve assolutamente bruciare. Quando la cipolla sarà ben appassita, unite le bietole tritate e fate insaporire il tutto per altri 2 minuti, mescolando bene. Regolate di sale, aggiungete un pizzico di pepe nero macinato al momento e la maggiorana secca. Mescolate ancora, poi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare completamente.

3. Preparazione del composto

In una ciotola capiente, versate la ricotta fresca e lavoratela con una forchetta per renderla più morbida e cremosa. Aggiungete tre uova intere, tenendone una da parte per la decorazione finale. Incorporate il parmigiano reggiano grattugiato e mescolate energicamente con una frusta fino a ottenere un composto omogeneo e senza grumi. A questo punto, unite le bietole raffreddate con il loro soffritto e amalgamate bene tutti gli ingredienti. Grattugiate una spolverata di noce moscata direttamente nel composto: questa spezia conferirà un aroma delicato ma distintivo alla vostra torta. Setacciate la farina insieme al lievito per torte salate e incorporateli gradualmente al composto, mescolando dal basso verso l’alto con movimenti delicati per non smontare il tutto. Il risultato deve essere una pastella cremosa ma sufficientemente densa.

4. Assemblaggio e cottura

Preriscaldate il forno a 180°C in modalità statica. Prendete uno stampo per torte salate del diametro di 24 centimetri e foderatelo accuratamente con carta forno, sia sul fondo che sui bordi. Spennellate leggermente la carta con un filo di olio extravergine per facilitare il distacco finale. Versate il composto preparato nello stampo, livellandolo con il dorso di un cucchiaio per distribuirlo uniformemente. Praticate quattro piccole cavità sulla superficie della torta utilizzando il dorso di un cucchiaio: in questi incavi adagerete delicatamente i tuorli dell’ultimo uovo rimasto, che dovrete separare con cura dall’albume. Questa tecnica tradizionale conferisce alla torta pasqualina il suo aspetto caratteristico. Spennellate la superficie con l’albume leggermente sbattuto per ottenere una doratura perfetta. Infornate nella parte centrale del forno e cuocete per circa 20 minuti, fino a quando la superficie risulterà dorata e uno stecchino inserito al centro uscirà asciutto.

5. Raffreddamento e servizio

Una volta cotta, estraete la torta dal forno e lasciatela riposare nello stampo per almeno 10 minuti. Questo tempo di riposo permette alla struttura interna di stabilizzarsi e facilita enormemente il taglio. Dopo il riposo, sformate delicatamente la torta aiutandovi con la carta forno e trasferitela su un piatto da portata. Potete servirla ancora tiepida oppure a temperatura ambiente: entrambe le versioni sono deliziose e permettono di apprezzare pienamente i sapori delle verdure e dei formaggi. Tagliate la torta a fette generose utilizzando un coltello ben affilato e leggermente inumidito.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per una versione ancora più ricca, potete aggiungere al composto 100 grammi di prosciutto cotto a dadini o di pancetta rosolata: questo conferirà alla torta un sapore più deciso e sostanzioso. Se preferite una consistenza più soffice, sostituite metà della ricotta con della crescenza o dello stracchino. Per chi ama i sapori intensi, consiglio di aumentare la quantità di maggiorana o di aggiungere un cucchiaino di timo essiccato. La torta pasqualina si conserva perfettamente in frigorifero per 2-3 giorni, coperta con pellicola trasparente: potete scaldarla brevemente nel forno a 150°C per 10 minuti prima di servirla nuovamente. Un trucco per verificare la perfetta cottura consiste nell’osservare i bordi: devono staccarsi leggermente dalle pareti dello stampo e presentare una colorazione dorata uniforme.

Abbinamenti enologici per la torta pasqualina

Questa preparazione ligure richiede un vino bianco fresco e minerale che sappia bilanciare la ricchezza della ricotta e dei formaggi senza sovrastare il delicato sapore delle bietole. Il Vermentino di Liguria DOC rappresenta la scelta più autentica e territoriale: questo vino presenta note floreali e agrumate che si armonizzano perfettamente con le verdure e la maggiorana. In alternativa, un Gavi DOCG del Piemonte, prodotto con uve cortese, offre una struttura elegante e una freschezza che pulisce il palato tra un boccone e l’altro. Per chi preferisce bollicine, un Franciacorta brut o un prosecco extra dry possono accompagnare splendidamente questa torta salata, soprattutto se servita come aperitivo o antipasto. La temperatura di servizio ideale per questi vini si aggira intorno agli 8-10°C.

Informazione in più

La torta pasqualina affonda le sue radici nella tradizione culinaria genovese del XVI secolo e rappresenta uno dei piatti simbolo della Pasqua ligure. Il nome deriva proprio dalla festività durante la quale veniva tradizionalmente preparata, anche se oggi viene gustata tutto l’anno. La ricetta originale prevedeva l’utilizzo di ben 33 sfoglie di pasta sottilissima, numero che simboleggiava gli anni di Cristo: 16 sfoglie per la base e 17 per la copertura. Questa preparazione richiedeva ore di lavoro e grande maestria nella stesura della pasta. Il ripieno classico includeva bietole, borragine, carciofi, ricotta e prescinseua (un formaggio fresco tipico ligure), con l’aggiunta di uova intere disposte in cavità create nel ripieno. Nel corso dei secoli, la ricetta si è evoluta e semplificata per adattarsi ai ritmi di vita moderni, pur mantenendo intatti i sapori caratteristici. La versione di Benedetta Rossi rappresenta l’estrema evoluzione di questo processo di semplificazione, eliminando completamente la sfoglia e trasformando la preparazione in una sorta di sformato o flan salato. Nonostante le modifiche, il risultato finale rende omaggio alla tradizione ligure e permette a chiunque di portare in tavola un piatto ricco di storia e sapore.

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