Benedetta Rossi prepara la torta salata con fave fresche e pecorino romano: il piatto del 25 aprile pronto la sera prima

Benedetta Rossi prepara la torta salata con fave fresche e pecorino romano: il piatto del 25 aprile pronto la sera prima

La torta salata con fave fresche e pecorino romano rappresenta un classico della cucina primaverile italiana, un piatto che Benedetta Rossi ha saputo valorizzare con la sua semplicità genuina. Questa preparazione rustica, perfetta per il 25 aprile, celebra i sapori autentici della tradizione contadina italiana, unendo la dolcezza delle fave fresche alla sapidità intensa del pecorino romano. Il grande vantaggio di questa torta salata risiede nella possibilità di prepararla la sera prima, caratteristica che la rende ideale per chi desidera organizzare un pranzo festivo senza stress dell’ultimo minuto. La pasta brisée (impasto friabile a base di farina, burro e acqua) accoglie un ripieno cremoso dove le fave, simbolo della primavera mediterranea, dialogano armoniosamente con il formaggio stagionato. Questa ricetta incarna perfettamente la filosofia culinaria di Benedetta Rossi, che privilegia ingredienti semplici ma di qualità, tecniche accessibili e risultati garantiti. La torta salata si presta magnificamente sia come piatto unico per un pranzo all’aperto sia come portata principale di un buffet festivo, mantenendo intatte le sue qualità organolettiche anche dopo diverse ore dalla preparazione.

40

50

medio

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1.

Iniziate preparando le fave fresche: sgusciatele completamente, eliminando sia il baccello esterno sia la pellicina che avvolge ogni singolo seme. Per facilitare questa operazione, potete sbollentare le fave per 2 minuti in acqua bollente salata, poi raffreddarle immediatamente in acqua ghiacciata. Questa tecnica, chiamata blanching (sbianchitura rapida seguita da raffreddamento), permette di rimuovere facilmente la pellicina esterna semplicemente premendo delicatamente tra le dita. Questa fase richiede pazienza ma garantisce una consistenza più delicata al ripieno finale.

2.

Tritate finemente la cipolla bianca dopo averla pelata. In una padella antiaderente, scaldate due cucchiai di olio extravergine d’oliva a fiamma media e fate appassire dolcemente la cipolla per circa 5 minuti, mescolando regolarmente con un cucchiaio di legno. La cipolla deve diventare trasparente e morbida senza colorarsi, perché una cipolla dorata rilascerebbe un sapore troppo intenso che coprirebbe la delicatezza delle fave.

3.

Aggiungete le fave sgusciate nella padella con la cipolla, mescolate bene e lasciate insaporire per 3-4 minuti a fiamma media. Aggiungete un pizzico di sale, pepe nero macinato al momento e le foglie di menta fresca spezzettate con le mani. La menta è un ingrediente tradizionale che esalta il sapore dolce delle fave primaverili. Cuocete ancora per 5 minuti, poi spegnete il fuoco e lasciate intiepidire completamente.

4.

Trasferite metà del composto di fave in un contenitore alto e stretto, aggiungete la ricotta fresca e frullate con un frullatore a immersione fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Questa base cremosa darà struttura al ripieno, mentre le fave rimaste intere garantiranno una piacevole texture al morso. Trasferite la crema ottenuta in una ciotola capiente.

5.

Incorporate alla crema di fave e ricotta le fave rimaste intere, il pecorino romano grattugiato, il parmigiano reggiano grattugiato e tre uova intere leggermente sbattute. Mescolate energicamente con una forchetta fino ad amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti. Assaggiate e aggiustate di sale se necessario, tenendo presente che il pecorino è già molto saporito. Il composto deve risultare cremoso ma non liquido.

6.

Imburrate generosamente una teglia rotonda apribile da 26 centimetri di diametro, insistendo bene sui bordi e sul fondo. Questa operazione impedirà alla pasta di attaccarsi durante la cottura e faciliterà enormemente lo sformato finale. Stendete i due terzi della pasta brisée con un mattarello su una superficie leggermente infarinata, ottenendo un disco di circa 3-4 millimetri di spessore.

7.

Adagiate delicatamente il disco di pasta nella teglia preparata, facendolo aderire bene al fondo e alle pareti. Lasciate sporgere circa 2 centimetri di pasta oltre il bordo della teglia. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta: questa tecnica impedisce alla pasta di gonfiarsi durante la cottura creando antiestetiche bolle d’aria.

8.

Versate il ripieno di fave e formaggi nella base di pasta, livellandolo uniformemente con il dorso di un cucchiaio. Assicuratevi che il ripieno sia distribuito in modo omogeneo, senza lasciare vuoti o accumuli eccessivi in alcuni punti. La superficie deve risultare liscia e regolare.

9.

Stendete la pasta brisée rimanente formando un disco delle stesse dimensioni del precedente. Adagiatelo sopra il ripieno, sigillando accuratamente i bordi ripiegando verso l’interno la pasta che fuoriesce e premendo delicatamente con le dita. Potete creare un bordo decorativo pizzicando la pasta tra pollice e indice per ottenere un effetto a onde.

10.

Sbattete leggermente l’uovo rimasto in una ciotolina e spennellatelo generosamente su tutta la superficie della torta salata utilizzando un pennello da cucina. Questa doratura (glassa all’uovo che conferisce colore e lucentezza) garantirà una superficie dorata e croccante. Praticate alcuni taglietti sulla superficie con la punta di un coltello affilato per permettere al vapore di fuoriuscire durante la cottura.

11.

Coprite la torta salata con pellicola trasparente e riponetela in frigorifero per tutta la notte. Questo riposo è fondamentale perché permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente e alla pasta di riposare, risultando più friabile dopo la cottura. Il giorno successivo, estraete la torta dal frigorifero almeno 30 minuti prima della cottura.

12.

Preriscaldate il forno statico a 180 gradi. Quando il forno ha raggiunto la temperatura desiderata, infornate la torta salata sul ripiano centrale e cuocete per 45-50 minuti. La superficie deve risultare uniformemente dorata e la pasta perfettamente cotta. Se durante la cottura la superficie dovesse colorarsi troppo rapidamente, copritela con un foglio di alluminio.

13.

Sfornate la torta salata e lasciatela intiepidire completamente nella teglia per almeno 20 minuti prima di aprire il cerchio e trasferirla su un piatto da portata. Questo tempo di riposo è essenziale perché il ripieno si rassoderà e sarà possibile tagliare fette perfette senza che il composto fuoriesca. La torta salata può essere servita tiepida o a temperatura ambiente.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Per verificare la perfetta cottura della torta salata, inserite uno stecchino di legno al centro: deve uscire asciutto e pulito. Se la pasta brisée risulta troppo dura da stendere perché fredda di frigorifero, lasciatela riposare a temperatura ambiente per 10 minuti prima di lavorarla. Potete sostituire parte del pecorino romano con caciotta fresca per un sapore più delicato, adatto anche ai bambini. Per una versione ancora più ricca, aggiungete 100 grammi di pancetta a cubetti rosolata insieme alla cipolla. La torta salata si conserva in frigorifero, ben coperta, per 2-3 giorni e può essere riscaldata in forno a 160 gradi per 10 minuti prima di servirla.

Abbinamenti enologici per la torta salata

La torta salata con fave fresche e pecorino romano richiede un vino bianco strutturato che possa bilanciare la sapidità del formaggio stagionato senza sovrastare la delicatezza delle fave primaverili. Un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore rappresenta la scelta ideale: questo vino marchigiano presenta una bella acidità che pulisce il palato dalla grassezza della pasta brisée, mentre le note floreali e mandorlate dialogano armoniosamente con la menta del ripieno. In alternativa, optate per un Pecorino abruzzese, vino che prende il nome dall’omonimo vitigno e che offre freschezza agrumata e mineralità perfette per questo piatto rustico. Per chi preferisce un rosato, un Cerasuolo d’Abruzzo giovane e fruttato rappresenta un’ottima soluzione, capace di accompagnare la torta salata dall’antipasto al piatto principale. Servite i vini a una temperatura di 10-12 gradi per esaltarne le caratteristiche organolettiche.

Informazione in più

La torta salata con fave e pecorino affonda le sue radici nella tradizione culinaria del Lazio e dell’Abruzzo, regioni dove questi ingredienti rappresentano un binomio classico della cucina primaverile. Le fave fresche, consumate fin dall’antichità romana, erano considerate un alimento povero ma nutriente, ricco di proteine vegetali e fibre. La tradizione di abbinarle al pecorino romano, formaggio a denominazione di origine protetta prodotto nel Lazio, in Sardegna e in Toscana, risale a secoli fa, quando i pastori consumavano questo pasto semplice ma completo durante la transumanza primaverile. Il pecorino romano, stagionato almeno 5 mesi, presenta un sapore deciso e leggermente piccante che contrasta perfettamente con la dolcezza naturale delle fave novelle. La scelta di preparare questa torta salata la sera prima del 25 aprile, festa della Liberazione italiana, risponde a un’esigenza pratica: permettere a chi cucina di godersi la giornata festiva senza passare ore ai fornelli. Benedetta Rossi, celebre food blogger marchigiana diventata star televisiva, ha saputo valorizzare ricette tradizionali come questa, rendendole accessibili attraverso spiegazioni chiare e tecniche semplificate, pur mantenendo il rispetto per gli ingredienti genuini e le preparazioni autentiche della cucina regionale italiana.

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