Cannoli siciliani con ricotta di pecora e pistacchio di Bronte: la ricetta della domenica del 26 aprile

Cannoli siciliani con ricotta di pecora e pistacchio di Bronte: la ricetta della domenica del 26 aprile

Domenica 26 aprile, il profumo di ricotta fresca e pistacchio di Bronte si diffonde nelle cucine siciliane come un rito antico e irrinunciabile. Il cannolo siciliano è molto più di un semplice dolce : è un simbolo di identità, di festa, di tradizione tramandata di generazione in generazione. Oggi vi guidiamo passo dopo passo nella preparazione di questa meraviglia della pasticceria italiana, con la ricotta di pecora cremosa e il pistacchio di Bronte, il verde intenso della Sicilia. Preparatevi : questa domenica sarà indimenticabile.

60

15

difficile

€€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione dell’impasto per le cialde

In una ciotola capiente, mescolate 250 grammi di farina 00 con lo zucchero semolato, il cacao, la cannella e il sale. Aggiungete lo strutto — il grasso animale derivato dal maiale, indispensabile per ottenere cialde friabili e croccanti — e lavorate con la punta delle dita fino a ottenere un composto sabbioso. Unite l’uovo, l’aceto e il marsala poco alla volta, impastando energicamente per almeno 10 minuti. L’impasto deve risultare liscio, compatto e non appiccicoso. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per 30 minuti : questo passaggio è fondamentale per rendere l’impasto più elastico e facile da stendere.

2. Stesura e formatura delle cialde

Riprendete l’impasto dal frigorifero e stendetelo con il mattarello su un piano leggermente infarinato fino a ottenere uno spessore di circa 2-3 millimetri. Ritagliate dei dischi o degli ovali di circa 10-12 centimetri di diametro. Avvolgete ogni disco intorno a un cilindro in acciaio per cannoliuno stampo metallico cilindrico che dà la forma caratteristica al cannolo durante la frittura — sigillando il bordo con un po’ di albume per evitare che si apra durante la cottura. Premete bene la giuntura.

3. Frittura delle cialde

Scaldate l’olio di semi di arachide in una pentola alta fino a raggiungere 175-180 °C. Utilizzate un termometro da cucina per controllare la temperatura con precisione — la temperatura dell’olio è cruciale : troppo bassa renderebbe le cialde unte, troppo alta le brucerebbe prima di cuocerle. Immergete i cilindri con la cialda nell’olio caldo, pochi alla volta, e friggete per circa 2-3 minuti fino a quando la superficie risulta dorata e bollosa. Scolate su carta assorbente e, appena tiepide, sfilate delicatamente i cilindri. Attenzione : i cilindri sono molto caldi, usate un canovaccio per maneggiarli. Lasciate raffreddare completamente le cialde prima di farcirle.

4. Preparazione della crema di ricotta e pistacchio

Passate la ricotta di pecora attraverso un setaccio a maglia fine — operazione chiamata setacciatura, che elimina i grumi e rende la crema vellutata e omogenea. In una ciotola, lavorate la ricotta setacciata con lo zucchero a velo usando una spatola, fino a ottenere un composto liscio. Aggiungete la pasta di pistacchio di Bronte e mescolate con cura per incorporarla uniformemente. Unite le gocce di cioccolato fondente e la scorza di arancia candita. Trasferite la crema in un sac à poche con bocchetta a stella e riponete in frigorifero per almeno 20 minuti prima di utilizzarla.

5. Farcitura e decorazione finale

Poco prima di servire — mai in anticipo, per evitare che le cialde si ammorbidiscano — farcite ogni cialda con la crema di ricotta e pistacchio, spingendo delicatamente il sac à poche da entrambe le estremità. Cospargete le estremità con abbondante granella di pistacchio di Bronte per un effetto visivo straordinario e un sapore intenso. Spolverate con zucchero a velo e servite immediatamente.

Giulia Vannucchi

Il trucco dello chef

Il segreto dei grandi pasticcieri siciliani : per una crema ancora più stabile e compatta, lasciate scolare la ricotta di pecora in un colino rivestito di garza per almeno una notte in frigorifero. Questo elimina il siero in eccesso e vi garantisce una farcitura che non bagna le cialde. Inoltre, non farcite mai i cannoli in anticipo : la cialda deve rimanere croccante fino all’ultimo morso.

L’abbinamento perfetto

I cannoli siciliani si accompagnano magnificamente con un Passito di Pantelleria — un vino liquoroso siciliano dal profumo intenso di albicocca, fico e miele, che esalta la dolcezza della ricotta e la nota aromatica del pistacchio. In alternativa, per un abbinamento più fresco e informale, una tazza di caffè espresso ristretto siciliano è la scelta classica e irresistibile della tradizione isolana.

Informazione in più

Il cannolo siciliano : un’icona millenaria. Le origini del cannolo risalgono al periodo della dominazione araba in Sicilia, tra il IX e l’XI secolo. Si narra che le donne dell’harem del principe di Caltanissetta fossero le prime a creare questo dolce come simbolo di fertilità e abbondanza. Il nome cannolo deriva proprio dalla canna di fiume usata anticamente come stampo per la frittura. Oggi il cannolo è riconosciuto come uno dei dolci più iconici della gastronomia italiana nel mondo, celebrato da New York a Tokyo.

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